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Cuntintam'ni!

Sobbra 'shta Terra no' nci shta nisciunu
ca no' ssi lagna ti li 'uai ca teni;
ci pi 'na cosa, ci pi 'n'atra, ognunu
no' ssi la pigghja ccussì comu veni.


Ci viti, nci shta sempri quarchitunu
ca voli vviviri e no' vvoli peni,
senza cu si rivolgi allu Patrunu
ca pó, ti nui, fa' cuddu ca riteni.


Surtantu Diu risorvi 'shta cushtioni.
Sicondu tuttu cuddu ca facimu,
a ognunu 'ssegna giushta ' na pursioni.


"Cuntintam'ni t'li mali ca tinimu
e suppurtamu cu rassignazzioni,
cá shtannu mali ca nu' no' ssapimu!".


Traduzione:
Contentiamoci!


Su questa Terra non c'è nessuno
che non si lagni dei guai che tiene;
chi per una cosa, chi per un'altra, ognuno
non se la prende così come viene.


Se vedi, c'è sempre qualcheduno
che vuole vivere e non vuole pene,
senza che si rivolga al Padrone
che può, di noi, far quello che ritiene.


Soltanto Dio risolve questa questione.
Secondo tutto quello che facciamo,
a ognuno assegna giusta una porzione.


"Contentiamoci dei mali che teniamo
e sopportiamo con rassegnazione,
ché stanno mali che noi non sappiamo!".


Sonetto classico in vernacolo sanvitese con
relativa traduzione. Schema: ABAB/ABAB, CDC/DCD.




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Opera scritta il 20/09/2014 - 20:27
Da Giuseppe Vita
Letta n.1851 volte.
Voto:
su 9 votanti


Commenti


Versi davvero saggi e riflessivi i tuoi, Giuseppe! Bravissimo e attuale come sempre, buona giornata!

Chiara B. 22/09/2014 - 13:43

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"Contentiamoci dei mali che teniamo
e sopportiamo con rassegnazione,
ché stanno mali che noi non sappiamo!".
Lo dico sempre caro Giuseppe...
Condivido ogni tua parola.
Bravo!!! Intanto... ti mando un sorriso

Paola Collura 22/09/2014 - 09:55

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NEssuno vorrebbe le pene che vengono assegnate,hai visto bene GIUSEPPE,complimenti,magnifico verseggio

genoveffa 2 frau 22/09/2014 - 00:03

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Versi di una delicatezza unica! Complimenti GiuseppeV.

Lory C. 21/09/2014 - 16:25

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E' vero, Giuseppe, ci stanno mali che neanche sappiamo e aggiungerei, come dice un detto, che il peggio non è mai morto. Certo, capire il perché del diverso peso della sofferenza, non ci è facile, ma credo che tutto torni, alla fine.
Molto bella Giuseppe!

Salvatore Linguanti 21/09/2014 - 13:44

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Quanto sei saggio, Giuseppe. Condivido tutto quanto dici in questo tuo splendido, impeccabile sonetto.
Serena domenica, Marina!

Marina Assanti 21/09/2014 - 13:09

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Bravissimo, mi sei piaciuto e non poteva essere altrimenti.

Ugo Mastrogiovanni 21/09/2014 - 13:02

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Un sonetto diligentemente forgiato... coronato da una terzina di chiusa encomiabile... veraaaaaaaaaaaaaaaaaaaa...

Rocco Michele LETTINI 21/09/2014 - 12:12

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CIAO, Salvatore Alvaro. Sono sempre tanto contenta di vederti insieme a noi la domenica...e di buon umore. Una buona giornata anche a TE. Vera

Vera Lezzi 21/09/2014 - 10:34

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Può una poesia in dialetto non essere estremamente saggia?...Se poi, a scriverla, è un certo Giuseppe Vita, la profondità, ben lo sappiamo, è assicurata. Grazie per il dono e Buona domenica! Vera

Vera Lezzi 21/09/2014 - 10:31

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bella Peppe , però se uno è BRUTTO , ANTIPATICO , e SENZA un soldo in tasca,
e poi infine trova pure MOGLIE , permetti che se si lamenta, non ha tutti i torti?
ciao PEPPE , bellissima

salvatore alvaro 21/09/2014 - 08:58

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