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MORIRE AD AGOSTO

Ferragosto
sotto il salice,
a pensare per dimenticare.


Ridono
i bambini,
musica da lontano.


Odore di brace,
spadellano le donne
tintinnio di stoviglie.


Corrono i cani,
su prati ben tosati,
dal muretto soffia anche il gatto.


Mangiano
i grandi
e ridono anche loro.


Spensieratamente,
rumorosamente,
fastidiosamente.


E mi par che ridano di me.


Non capisco cos'hanno da ridere,
sotto il sole d'agosto
divorati dalle zanzare.


Coi loro denti gialli
e i nasi a punta,
orrende le bocche si contorcono.


Corvi nefasti
travestiti da colombi
si burlano della vita.


Li diverte
il mio patimento, tanto
che quasi si strozzano.


Già li sento,
il giorno dopo,
compatirmi per le vie.


E cento, mille, duemila
risate
sulla bocca di tutti.


Nelle case o in auto,
per le strade, come sonagli
riecheggeranno in mio spregio.



Dal mio salice
osservo,
loro che ridono.


Mentre io vorrei morire.



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Poesia scritta il 18/08/2018 - 15:30
Da Being Human
Letta n.66 volte.
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Commenti


La tua tristezza è palpabile, intensa...leggendo sento quello che tu senti!
Quando si è tristi, vediamo il mondo attorno a noi distorto, disordinato e ci allontaniamo!
Molto bella, intensamente bella!

Margherita Pisano 19/08/2018 - 10:35

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