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Posidonia

La lingua sarda "Posidoniasa"
Dove in Sardegna
col passare dei tempi
bruciando per gli dei nei templi.
Mescolando
con tiranni e latini e altri estranei.
Dove solo l'onda del mare
lo sa modellare
nelle praterie sottomarine
formando di esse solo palline.
Tutto ciò che era ancestrale
con belle cerimonie,
figlie del mare
dove il "Bisso"
come fratello sta a guardare,
il mare che canta, una canzone
che i grandi poeti,
hanno descritto con proseliti
di sole, l'aria e il cielo,
la voce divina,
con l'alga marina…
Dolcemente si inchina,
alla sua serenità
come il suo vestito,
in tempo d'estate,
rotolando in nitide spiagge.
Per viaggiare in aria,
con ciottoli, i becchi come piccoli e setosi
con i gabbiani e una barca.
Le onde del verde, il grigio e il blu,
il pino marino diffuso, con l'asfodelo
i venti del nord, che piegano i ginepri
con levigate le rocce, granitiche,
come sculture di mare antiche.
Dove vento di maestrale scende
fino a esso, e le onde vanno
ed è un gioco del tempo
rotolando con successo.
Se sei pittore dipingi anche tu.


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Poesia scritta il 07/06/2019 - 22:47
Da Francesco Cau
Letta n.170 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bellissima..complimenti..

Graziella Silvestri 12/06/2019 - 00:37

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Bella descrizione di posti che senz'altro tu ami tanto.

Teresa Peluso 09/06/2019 - 15:19

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Sempre belle le tue descrizioni dei posti, ci fai viaggiare

Maria Isabel Mendez 08/06/2019 - 16:48

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