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L’identità

Cerco di conoscere me stesso
scrivendo e campeggiando
sul tempio del Dio
nel mondo senza affanno.

Ma non sono una voce nel deserto
perché di urla non ne sento.


Neanche una barca alla deriva
donandovi una rima che arriva.


No curo il mio roseto
come fece San Francesco,
ma recido le rose per l’altare
al suo cospetto.


Non sono un gran sapiente;
ma illuminato e convincente.


Non vi racconterò
del mondo che finisce
tanto nessuno mi capisce
se lo scioglimento
dei ghiacci mi stupisce.


Ora chiudo questa strofa
salutando chi la mia poesia
legge e ascolta.


Non mi paragono a nessuno
perché pezzo unico son sicuro.


Francesco Cau



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Poesia scritta il 19/01/2020 - 11:15
Da Francesco Cau
Letta n.91 volte.
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Commenti


Caro Francesco, mi compiaccio per la tua profondità di fede, argomento che mista molto a cuore. Sì hai ragione, davanti a Dio siamo tutti pezzi unici, e qui entra in gioco il nome di battesimo.
Credo che nessuno di noi sia "Voce che grida nel deserto", questo merito penso che appartenga solo al Battista. Ricambio con piacere i tuoi saluti e ti ringrazio della tua presenza. Ciao.

santa scardino 19/01/2020 - 17:28

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Non è necessaria luce che dal di fuori ci illumini, basta non avere il buio dentro!
Buon lavoro "legnoso".

Leo Pardiss 19/01/2020 - 14:04

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