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C’era un volta…

C’era un volta
non tanto tempo fa,
un signore, non un Principe,
che aveva il vizio di amare la vita.


Un bel giorno…
Sapete cosa fece?


Prese per mano i suoi difetti
e si incamminò per un sentiero,
il sentiero sempre suo preferito
che verso Sud finiva di fronte al mare.


Giunto alla scogliera,
si tolse le scarpe e i vestiti,
controllò che il sole fosse alto ancora
e giochicchiò un po’, un bel po’, con le onde.
Eran basse,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.
Eran linde,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.


Poi, con fare sicuro,
scelse tra tante una roccia,
una roccia un po’ particolare.
Era tonda,
così tonda da sembrare finta.
Il Nostro non amava gli spigoli,
tranne quelli delle lune d’estate.
Era liscia, quella roccia,
così liscia da sembrare finta.
Il Nostro non amava le rugosità,
tranne quelle di un certo tipo di rosa.


Soffiò sulla roccia,
su di essa volle nudo sdraiarsi
e per intero volle lui raccontarsi.


Prima di rituffarsi,
su quello stesso scoglio
uno dopo l’altro con cura posò
i difetti che aveva preso per mano.


Al ritorno,
trovò tracce
di sole e… di sale
giacché qualche onda
aveva osato più delle altre.


I suoi difetti
erano stati lavati
e qualcuno, ora, mancava.




*
Anno di stesura 2010


Testo pubblicato dal mensile Il Saggio (10/2010)



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Poesia scritta il 10/09/2020 - 13:59
Da Aurelio Zucchi
Letta n.57 volte.
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