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DIDATTICA RAVVICINATA

Quando io andavo alle elementari,
con la maestra erano cavoli amari,
se quando entrava non mi mettevo eretto,
lei mi guardava con sospetto.


Apriva il registro con fare svelto,
tanto il mio cognome aveva già scelto,
di essere interrogato non potevo rifiutare,
e fino alla cattedra dovevo andare.


Domande e quesiti a ripetizione,
lei seduta ed io in piedi come un pilone,
ogni compagno seduto e attento,
guai a chi dava un suggerimento,


Così si svolgeva un'interrogazione,
che spesso durava un'intera lezione.
oggi le cose son diverse,
queste usanze si sono perse.


La chiamano didattica a distanza,
la maestra la vedi comodo dalla tua stanza,
nessuno si alza più in piedi,
e dell'insegnante solo il viso tu vedi,


lei si perde tra i tuoi compagni sullo schermo,
e tu metti in pausa se non vuoi stare fermo
è l'evoluzione che ci vuole come le belle statuine,
tutti in fila su un monitor come le figurine.


Pensando a ciò la nostalgia è aumentata,
e fa niente se ogni tanto prendevo qualche bacchettata.



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Poesia scritta il 14/06/2021 - 16:23
Da Meneghino Stornello
Letta n.992 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Credo che possiamo dire quello che si vuole sulla DAD e dei suoi vantaggi ma nulla può sostituire il rapporto umano che si istaura con la presenza in aula. Io essendo un'insegnante ho sperimentato entrambe le modalità di didattica e preferisco di gran lunga quella in presenza e sono convinta anche i bambini. Condivisa ed apprezzata

Anna Rossi 15/06/2021 - 09:30

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