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Veduta prospettica

Da un volere prefissato
alla mercè del fato
come addendo mi son trovato
quando il metronomo partì
e l’infantil veste
al par del cielo fu celeste.


Adesso che son qui
lento vado per ignara via
assieme a sobrietà ed atti di pazzia
con la voglia e la pretesa
di riscattar l’attesa.


Se però
smottare indietro io potessi
tra ali di folla e suono di fanfare
sgusciare ancora da quell’uscio lì
io … non avrei l’ardir.



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Poesia scritta il 13/07/2024 - 15:10
Da Francesco Scolaro
Letta n.788 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Bellissima cinque più.

Francesco Cau 14/07/2024 - 11:37

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