Questo mio dir atipico
ha un risvolto critico
dal tratto enigmatico,
essenzialmente ermetico,
volutamente criptico.
ha un risvolto critico
dal tratto enigmatico,
essenzialmente ermetico,
volutamente criptico.
Ti parlerò del vento,
della sua rabbia
che al passaggio svelle
dagli alberi le foglie,
tu penserai tempesta,
e invece no.
Ti parlerò del gelo,
degli aghi suoi pungenti
e del perché l’effetto
non è stato indarno,
tu penserai inverno,
e invece no.
Ti parlerò del cosmo,
di quel che gira intorno,
e di quanto è grosso il masso
che ti cade addosso,
tu penserai pianeta,
e invece no.
Ti parlerò dell’ombre
che si aggirano di notte,
dei cigolii alle porte,
delle mani morte
che ti destano dal sonno
quando ronfi e sul cuscino
te li trovi a te vicino
dentro il flusso del passato
di quel fiore immacolato,
tu penserai fantasmi,
ed avrai divinato.
Poesia scritta il 01/10/2026 - 17:58Letta n.8 volte.
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