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Cugini? Mai!

* da leggere con rilassata ironia



Ma come si fa a dire che pisani e livornesi siano cugini? Come minimo dovrebbero avere genitori che fossero fratelli o sorelle. Non è così: basta dare un’occhiata all’origine dei due ceppi per rendercene conto.


L’origine di Pisa è remotissima: si attribuisce agli etruschi, che usavano la parola pise per indicare foce, con ovvio riferimento alla foce dell’Arno, ove sorsero i primi insediamenti urbani già nel IX-VIII secolo avanti Cristo. E già nel VI secolo a.C. era nota come città marittima dedita a traffici con Greci, Fenici e Galli.
Fu poi città romana finché, con la caduta dell’Impero, entrò nell’orbita Longobarda, divenendo “Tusciae provinciae caput”, e fu vittoriosa protagonista, nel 1003, della prima guerra comunale, ai danni della vicina Lucca.
Iniziava al contempo la progressiva evoluzione in Repubblica Marinara, allestendo una flotta capace di contrastare vittoriosamente i pirati saraceni che infestavano il Mediterraneo. La crescita del potere economico e politico di Pisa si ebbe con l’acquisizione di diritti commerciali e possedimenti verso l’est del Mediterraneo, all’epoca delle crociate. Inoltre, nei due secoli successivi, Pisa acquisì il controllo di Baleari, Corsica, parte della Sardegna, e di tutta la fascia costiera toscana fino a Piombino.
Fu naturale venire in contrasto con l’altra potenza navale “tirrenica”, cioè Genova, dalla quale subì una disastrosa sconfitta nella battaglia della Meloria nel 1284. Questo fu l’inizio del declino, visto che gli Aragonesi conquistavano la Sardegna, e, per via di terra, cresceva l’influenza di Firenze che, nel 1406, riuscì a prendere Pisa ed ottenere l’agognato sbocco sul mare.
Visto che le disgrazie non vengono mai sole, iniziò il progressivo interramento del porto, dovuto ai detriti trasportati dall’Arno, che fece sì che il mare si allontanasse dalla città di 10-15 km. Ed è stata questa la fortuna di Livorno.


In quei tempi Livorno era un piccolo villaggio di pescatori denominato Labrone (donde l’appellativo di Labronici, o Labbronici – quale forma dispregiativa -), che però fu scelto dai Medici per sostituire il porto pisano, ormai interrato. Qui furono confinati malfattori di ogni sorta, donne di malaffare, galeotti. Poi, in seguito alla istituzione del “porto franco”, il borgo iniziò a popolarsi di commercianti, che trassero indubbi benefici dallo sviluppo del porto.


Quindi la genesi delle due popolazioni è assolutamente diversa, sia come tempi, sia come estrazione. Pisa continuò ad essere città colta, colma di monumenti, colma di storia, colma di cultura (antichissima è la sua Università), mentre Livorno rimane città commerciale.
E questa diversità di nascita si può ancora cogliere nel carattere degli abitanti: i pisani sono signorili, eleganti, colti, tranquilli, consci delle meraviglie che ci sono nella loro città, ma senza ostentazioni. I livornesi sono materialisti, abbronzati tutto l’anno, con pacchiane catene d’oro e gioielli, ostentati così come i peli del petto dalle camicie aperte.


Insomma…. Tutto fuorché parenti!



P.S. – si scherza., eh! Anche se un noto proverbio dice: “i discorsi li porta via ‘r vento, le bicirette i livornesi”, ce n’è uno più recente che recita “i livornesi sono i nostri migliori nemici” (e, analogamente, “i pisani sono i nostri migliori nemici”), nell’ottica dell’ironia e della goliardia che da sempre caratterizza questi due popoli!




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Racconto scritto il 29/11/2019 - 19:31
Da andrea guidi
Letta n.54 volte.
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Commenti


Andrea, non sono né di Livorno né di Pisa e ho sempre guardato l'antagonismo tra le due popolazioni con grande divertimento...
ci sono scritte sui muri da "schiantarsi dal ride..."

Grazia Giuliani 30/11/2019 - 19:28

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Bello. Davvero interessante.. Mi è piaciuto

Francesco Gentile 29/11/2019 - 21:17

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