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Gli aiutanti di Babbo Natale

La verità è che gli elfi, gli gnomi e i folletti sono creature delle foreste, dei boschi e delle montagne, ragion per cui tenerli in "azione" al Polo Nord, fin dalla notte di Natale, emh, dalla notte dei tempi, si rilevò una funzionale e astuta mossa da parte del capo borgo di Santa Claus Town.
Come fece e come fa? Semplice: con la deforestazione e la perdita dell'habitat naturale codesti esseri più o meno magici non avevano e non hanno posti dove andare ad abitare, e di conseguenza risultano convinti, per non dire costretti, a cimentarsi con il lavoro che ben sappiamo.
Benefici e diritti? Santo Stefano, che eufemismo!
Il Signor Natale, offre vitto e alloggio alle già citate creature, però devono guadagnarsi il pane, pardon, la cioccolata attraverso la fabbricazione di giocattoli, l’impaccamento o comunque tutte le necessarie operazioni di logistica per non parlare della corrispondenza.
Al contrario di quanto si possa credere le letterine indirizzate, salvo qualche rara eccezione, non vengono prese in consegna e gestite dal diretto interessato. Quest’ultimo, al massimo, si occupa del “bestiame” e di accendere i tantissimi camini disseminati un po’ ovunque nel rifugio strutturato principalmente in blocchi di cemento di neve. Per i pasti e per le pulizie degli alloggi, ci pensa la Signora Natale.
Da segnalare che l’omone grosso in rosso con la barba sa benissimo tenere tutti in riga o per dirla in altri termini con due piedi in un natalizio stivale, difatti, non ha affatto bisogno di guardie o recinzioni per sorvegliare il personale, del resto, un passo fuori dal gigantesco igloo e il congelarsi le chiappe è sicuro come le renne che stanno in cielo.
Quindi, in conclusione, non c'è da stupirsi il perché gli aiutanti di Babbo Natale appaiono sempre così allegri e soprattutto laboriosi.



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Racconto scritto il 12/12/2019 - 15:18
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.115 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Ciao!

Dimitrina Vladimirova 17/12/2019 - 15:25

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Infine, diciamocela la verità: in prosa son pochi gli autori che leggo in OS e che mostrano una padronanza pari alla tua.
E con ciò, a rileggerti...
PS: ti anticipo gli auguri per NATALE.

Ernesto D'Onise 16/12/2019 - 13:05

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Ciò premesso andiamo nel merito del tuo scrivere. E' fantastico il modo e specie quando usi l'ironia o anche un pizzico di sarcasmo. Grazie per aver commentato positivamente un mio scritto in cui mi cimentavo nell'uso di un pizzico di ironia cui non sono abituato. Anche perchè non tutti lo colgono bene come sai fare tu. Complimenti.

Ernesto D'Onise 16/12/2019 - 13:01

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Ciao Giuseppe.
Mi sono deliziato a leggerti come sempre accade quando sono presente in OS. Non sta capitando frequentemente per ragioni varie presentatesi tutte insieme a distogliermi dalla pubblicazione.

Ernesto D'Onise 16/12/2019 - 12:58

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Vi ringrazio Grazia e Santa. Il racconto nasce grazie ad un contest in corso in cui sto partecipando e dove bisogna scrivere brevi testi di tipo natalizio, un contest indotto da una amica scrittrice attraverso il suo blog. Ne ho già scritti quattro, compreso questo mentre gli altri tre vedrò di importarli anche qui su Oggi Scrivo.
In questa mia visione inerente al Polo Nord, a Babbo Natale e i suoi aiutanti... in effetti mi sono dimostrato ironico.
Sono fatto così, che ci potete fare?

Giuseppe Scilipoti 12/12/2019 - 21:11

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Amo moltissimo i racconti nordici, soprattutto nel contesto natalizio. C'è tanto di magico e favolistico ma anche di attaccamento a questa illusione che è nel nostro "fanciullino". Leggerò il tuo racconto, appena ne avrò l'occasione, ai miei nipotini. Bravissimo come sempre. Ciao...

santa scardino 12/12/2019 - 18:50

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Divertente e con quel po' di sarcasmo che tu "sai" mettere!

Grazia Giuliani 12/12/2019 - 18:27

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