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NUDE VERITÀ

L’ esperienza ci chiama al disagio più lontano,
dai trulli al mondo il dissapore del giorno,
la mattina ci lega, caffè letterari per un terzo e più di noi,
le persone camminano senza un dilemma,
e accorgersi che in fondo alle strade c’era solo un volo di aquile.
Amici sapienti, le luci erano spente,
apriti cielo e conta le ali per un giorno intero,
nulla trattavo se gridavo al bisogno,
di un amico assorbivo e poi, sarà vero.
Sbadigli starnuti siamo fragili trulli
venuti dal nulla porteremo quel trucco di sabbia e di vento /
immagino il fuoco attorno ai banditi
si ferma anche la clemenza per chi spara senza senso.
Ma se ti guardo sorella luna,
hai perso il controllo di chi ruba fuori tempo ;
ti ascolto e mi discolpo per non bruciare il mio volto,
dalle parole il ramo copriva attenzioni /
famiglie lontane nei capricci dei figli,
la speranza alle madri a raccogliersi nei modi più belli,
la pace è lì ferma, l’aspetterò nel mio intento,
se quel fuoco rimane in questo pallido inverno,
brucerà la clemenza di quell’unico uomo,
era un fuoco già spento.


Grazie alla pittrice Letizia Valenti




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Racconto scritto il 09/02/2020 - 18:11
Da Giorgio Baghino
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