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Vita der vicolo

Bongiorno a lei sora Giocò, me scusi pe` l'ardire
nun è pe m'picciamme de l'affari vostra,
ma m’è sembrato de ave` visto
er sor Augusto, si…proprio lui er vostro
consorte,li dietro all'angoletto
si propro li 'ndo c’è er baretto
der sor Giggetto.
So che lo cercavate, sora Giocò
ma nun ve l'ho avvisato.
Nun è per quarche cosa , ma 
si nun sbajo l'ho visto abbraccicato
stretto stretto ar buio li nell'angoletto
a quella panterona de la fija der
portiere.
Sora Giocò, che fate
mettete giu quo scopettone
pe carità de Dio, ma che ve frega.
Tenetela more` pe carità che questa
mo li scanna tutt'eddua come capretti.
Levateje er cortello da le mano,
Oddio ce sviene ...
Corete commare` serve l'aceto
fatejelo annusa che s'aripia
nine` tireje su le gambe, sventolaje la faccia
E che te lo dico a fa che giornataccia.
Ecchitelo tiè guarda chi ariva, er mandrucone.
A sor Augu, sentite che ve dico, è mejo che ve date a la campagna,e pe quarche
giorno nun ve fate vede, voi e quella zinnona .
Che si ve pia, la sora Gioconda ve gonfia come
na zampogna.


Traduzione
Buon giorno a lei signora Gioconda,mi scusi per l'ardire,non vorrei intromettermi nei suoi affari di famiglia,ma mi è sembrato di aver visto il signor Augusto, si proprio vostro marito,li dietro quell'angoletto proprio li dove c'è il baretto del signor Gigetto.
So che lo cercavate, ma non l'ho avvisato, non per qualche motivo, ma perché era abbracciato stretto stretto al buio li in quell'angoletto,a quella panterona della figlia del portiere.
Signora Gioconda,che fate?
Mettete giù quello spazzolone,per carità di Dio.
Ma che vi importa?
Fermatela ragazzi
per carità se no li ammazza come due agnelli.
Toglietele il coltello dalle mani,
Oddio, sviene...
Correte comare portate l'aceto ,fateglielo annusare che si riprende.
Ninetta tirale su le gambe
fatele vento in faccia.
Che ve lo dico a fare
che giornataccia.
Eccolo,guardate chi arriva
il vecchio sporcaccione.
Signor Augusto,ascoltate è meglio se vi date un po alla macchia,lei e quella maggiorata, perché se vi prende la signora Gioconda
vi da cosi tante botte da farvi un viso gonfio come una zampogna.




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Racconto scritto il 23/03/2020 - 11:16
Da Marina Lolli
Letta n.57 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Mille grazie Giacomo,il tuo commento mi ha davvero emozionata,sinceramente pensavo che non lo avrebbe letto nessuno, mi sto cimentando da poco con la poesia e il racconto dialettale,e questo era un piccolo test.
Aspetto di leggere il tuo racconto,e magari imparerò dal tuo lavoro l'uso degli accenti che inizialmente avevo sbagliato
Ancora grazie, e a presto

Marina Lolli 26/03/2020 - 11:02

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ehehehehe...proprio bello questo quadretto di vita del borgo, del vicolo...piaciutissimo in romano, ma anche la tradiuzione in lingua rende bene( c'è un refuso: mettere giù quello spazzolone...mettete...)
Ho scritto anch'io un racconto con alcune calate romanesche...magari lo posterò...

Giacomo C. Collins 26/03/2020 - 07:38

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