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La fame è lo schizzo di una signora perbene- L’ottava stanza

(Trattandosi di un romanzo breve, postarlo nella sua interezza non era possibile. Se voleste conoscere gli antefatti, tutto accade tra le pagine 18-17-16 di questo mio spazio. Buona lettura)


Quando il corteo d’accompagnamento del defunto e le sue esequie alla sepoltura arrivò davanti alla locanda Della Cannella si fermò il tempo di un applauso, come per zittire la paura della morte. Benedetta piangeva lacrime dense come caligine. Un passo dietro a lei Lobella, per non incomodare. Gli occhi preoccupati per l’amica, e gonfi. Più lontano Adamantina. Quel battito di mani su di lei ebbe l’effetto dell’artiglio del diavolo su di un vetro.
Il sole che scalfiva la lapide di Zelo pareva un fiore dai grandi capolini giallo aranciati con i petali spettinati.
<Non eri costretta a venire, Adamantina> la voce rotta di Benedetta la riportò indietro, forse da un lungo viaggio. <<Siete stati gentili con me, tuo suocero e poi tu. Volevo solo esserci>>.
<Allontaniamoci… perché quell’immagine dell’applauso durante il funerale!? Perché non l’impressione di unghie su una lavagna?>. <<Benedetta…>>. <Devo saperlo, ti prego…>.
<<Benedetta, tu senti i pensieri delle altre persone?>>. <Da un po’. Ho bisogno di sapere…>.
<<Samael. Era così anche per me prima di…>> in un singhiozzo <<Accade quando condividi con lui un’esperienza significante>>. <…le stanze del Palazzo sull’Acqua. Soffriva…> Benedetta in una nota calante <Il suo cuore rileggeva sempre lo stesso capoverso>.
Il timbro sottile di Lobella le investì come un torrente tumido -Non vorrei disturbare… Benedetta, stasera Arnica rientra da Edimburgo-. <…cara, non doveva. Tua figlia ha la tesi…>.
-Anche lei vuole starti vicina-.
Quella sera alla locanda l’odore di pioggia e foglie gialle delle caldarroste impregnava le narici, e gli occhi saturi di parole di Benedetta cercavano quelli stanchi di Adamantina.
L’occasione si presentò quando il fidanzato di Arnica iniziò a dividersi tra vodka e canzoni folkloristiche tra l’ilarità dei presenti. La locandiera prese per la mano Adamantina e raggiunsero celatamente il capanno retrostante. <<Attraversai un cilindro, passai nel mondo a rovescio dove il su è giù, e la fame è ingordigia. Dove le pareti sono lastre compatte e trasparenti. Andarci è facilissimo. Più difficile è trovare la via del ritorno. Rividi la mia vita come si guarda un brutto film, seduti sull’orlo della sedia gridando: no, no, non aprire… c’è il cattivo. Ti prenderà, ti tapperà la bocca con una mano e ti legherà, così tutto andrà in pezzi! Solo che in questa storia il cattivo resta a guardare. La persona che è saltata fuori dal mio grido stonato d’aiuto, che mi ha afferrata e legata… ero io. Il mio doppio, la ragazzina cattiva che sibila: non soddisferai la tua ingordigia. Non ti permetterò di avere fame di avvenenza. Appena sarai appagata ti lascerò andare, giuro che lo farò. Appena ti piacerai andrà tutto bene. Bugiarda! Non mi ha mai lasciata andare. E io non sono mai stata capace di liberarmi. Ma… se gli angeli procreassero, Benedetta!? … ho paura!>>.
<Sei incinta!? …tesoro>. <<Credo di 13 settimane…>>. Adamantina sentì che l’abbraccio di Benedetta era un posto perfetto in cui abitare. <Torniamo dentro. Con gli altri>.
L’indomani mattina <<Buongiorno Benedetta, aspetti qualcuno?>> Adamantina, stretta tra il paltò e il cappuccino. <Attendo che asciughi il bianco> cercando di pulirsi dalla guancia una macchia privata <Intanto, scusa per ieri sera… Con Zelo attendevamo con una delle nostre passeggiate in bicicletta. Siamo gente semplice che per arrivare a fine mese lavora e prega>.
(Reprobi Angelus, XI cap. -Ingordigia)



- le parole di Adamantina nel capanno sono liberamente tratte da una citazione di Marya Hornbacher, scrittrice e saggista e giornalista statunitense




Mirko D. Mastro




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Racconto scritto il 07/07/2020 - 18:22
Da Mirko D. Mastro(Poeta)
Letta n.138 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Questa stanza è di una bellezza singolare...morte e vita si intrecciano continuamente, così come accade realmente.
- Grande scrittore è quello che intinge in inchiostro infernale la penna che strappa dall’ala di un arcangelo.
(Nicolás Gómez Dávila)
Luce e oscurità fanno parte della stessa essenza!
Complimenti Mirko ... continuo

Margherita Pisano 26/07/2020 - 09:59

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Ho letto con interesse ed ammirazione per le doti e la cultura che emergono ad ogni tua riga. Mi piace il tuo stile....complimenti.

mario Righi 09/07/2020 - 09:08

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Aspetto con ansia la continuazione...

Teresa Peluso 08/07/2020 - 22:24

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Antonio, posso solo ringraziarti per essere qui e per questi complimenti.
Carissima Afrodite grazie, a questa tua fedeltà posso rendere onore solo dicendoti che dovrai attraversare ormai le ultime due intricate stanze. Accompagnando Samael nelle stranezze della gelosia e dell'immobilismo

Mirko D. Mastro(Poeta) 08/07/2020 - 10:56

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Caro Mirko, la fedele Afrodite rimarrà in curiosa attesa per vedere come andrà a finire questa lunga sequenza di stanze, sempre più intricate e strane.
Ciao e alla prossima

Afrodite T 08/07/2020 - 10:48

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È sempre un piacere leggerti.Anche perché scrivi molto bene.

Antonio Girardi 08/07/2020 - 09:54

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