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La piccola locomotiva dimenticata

LA PICCOLA LOCOMOTIVA DIMENTICATA


In una grande città, nel deposito dei treni di una grossa stazione ferroviaria, si trovava da anni una piccola e vecchia locomotiva a vapore ormai dimenticata da tutti.
Era stata sostituita, ormai in disuso, da tutti quei nuovi bellissimi e velocissimi locomotori elettrici che l’uomo moderno aveva saputo creare.
E lei, una delle prime locomotive che avevano fatto la storia nel campo dei trasporti ferroviari, ora non serviva più, era diventata obsoleta ed era stata abbandonata senza pietà come un inutile ferro vecchio!
Non si era mai lamentata lei, stava lì in compagnia di tanti vagoni in disuso e si divertiva a guardare quei nuovi treni moderni che partivano lentamente dalla stazione e poi.....via,via sempre più imponenti e veloci sfrecciando e fischiando sui binari ....tuuu-tuuu...... tuuu-tuuu .....


Così per la piccola locomotiva dimenticata, passavano i giorni passivamente uno dietro l’altro che a lei sembravano tutti uguali.
Incominciava ad annoiarsi.
Le sarebbe piaciuto essere più importante, come succedeva una volta, quando tutti gli esseri umani la salutavano ed esultavano mentre arrivava nelle stazioni sbuffando e fischiando.
Col passare del tempo cominciava a deprimersi e a sentirsi veramente inutile....ma ecco che un giorno arrivò una famiglia di povere persone senza tetto che pensarono, senza farsi notare dal capostazione, di usare lei, si …. proprio lei come la loro casa!
Era una famiglia intera molto unita, formata da papà, mamma e due bei bimbi, due gemelli proprio identici, uno di nome Sergio e l’altro Vincenzo.


Si era sistemata molto bene tutta la famiglia in quella locomotiva, la usavano solamente per dormire perché di giorno la famigliola andava in città per procurarsi in qualche modo almeno il cibo per mangiare e dei vestiti per coprirsi.
Che bello pensò! Ora ho un po’ di compagnia e almeno adesso la notte non sarà più tanto lunga!
Passarono i giorni e si sentiva di nuovo utile, considerata e amata. Ora non si annoiava più la piccola locomotiva a vapore, certo le sarebbe piaciuto essere ancora importante come tanti anni fa ma anche così andava bene, se non altro si sentiva oltre che ancora utile a qualcuno, anche in ottima compagnia!
Nel suo cuore sperava sempre che il capotreno non s’accorgesse mai di quell’occupazione abusiva, altrimenti li avrebbero mandati via!
Passarono tanti giorni e mesi sereni e felici uno dietro l’altro mentre tutto filava liscio senza problemi, nessuno si accorgeva di quella vecchia locomotiva occupata abusivamente.
Un triste giorno purtroppo, erano già passati due anni, vide tornare solo i due gemelli a casa, erano soli, tristi molto spaventati e piangevano spesso.
La piccola locomotiva non sapeva cosa poteva essere accaduto ai loro genitori ma vedendoli così disperati era chiaro che per qualche ragione a lei oscura i due gemelli erano rimasti soli ed ebbe paura che anche loro se ne sarebbero andati via, invece i due gemelli si fecero un gran coraggio a vicenda e continuarono a stare li con lei tenendole compagnia ancora per molto tempo.
Come i bambini vivessero non lo sapeva, li vedeva solo tornare la sera per dormire con lei mentre i giorni continuavano a trascorrere tranquilli.
Ascoltando i loro discorsi aveva appreso che pur non potendo andare più a scuola dopo che avevano perso i genitori, perché li avrebbero mandati in un orfanotrofio, frequentavano sovente una biblioteca che era nei paraggi per continuare comunque la loro istruzione da autodidatti applicandosi con tanta volontà e autodeterminazione fino a riuscire a dare gli esami d’ammissione.
Le stagioni si susseguivano una dietro l’altra e qualche anno trascorse ancora senza che nulla cambiasse mentre i gemelli crescevano e pian piano diventarono dei bei giovanotti. Vincenzo bravo nella manualità aveva frequentato una scuola di cucina e successivamente trovato lavoro in un buon ristorante inizialmente come cameriere e qualche volta come aiuto cuoco mentre Sergio oltre che fare dei lavoretti saltuari, si iscrisse ad una scuola serale nell’ambito della ferrovia per poter ottenere un buon diploma che potesse garantirgli migliori possibilità di lavoro.
Il tempo passava nel susseguirsi delle ore e finalmente anche Sergio si diplomava con ottimi voti e dopo qualche tempo venne finalmente assunto nelle ferrovie, ovviamente partì dalla gavetta ma avendo delle belle capacità e qualità per migliorare, lavorando sodo, pian piano iniziò a fare progressi anche sul lavoro così come suo fratello nell’ambito della ristorazione divenne un bravo cuoco.
Era una buona cosa per i fratelli e con i due buoni stipendi su cui adesso i gemelli potevano contare, pensarono di trovarsi una casa magari piccina ma vera dove andare ad abitare.
Ed ecco che un brutto giorno per la locomotiva a vapore i fratelli fecero i bagagli e si trasferirono nella nuova abitazione che avevano trovato.
Tristi giorni solitari si susseguirono uno dietro l’altro per la vecchia locomotiva a vapore, rimasta sola e triste, iniziava a deteriorarsi più velocemente di come sarebbe stato il corso naturale delle cose ….. le mancavano tanto i due fratelli, i loro dialoghi, i loro battibecchi, le loro risate e lei non riusciva a darsene pace.
I giorni passavano veloci me sia Vincenzo che Sergio non si erano dimenticati di quella casa improvvisata dove avevano vissuto con i loro genitori e che aveva continuato ad ospitarli e proteggerli anche dopo nel cammino della loro vita mentre diventavano adulti. Fu per amore di quella casa improvvisata a suo tempo che Sergio che ora lavorava nelle ferrovie ed aveva fatto carriera diventando un capo importante pensò che non era giusto abbandonare ad un crudele destino quella bella e antica locomotrice a vapore ormai in disuso; si rivolse quindi alle belle arti con un progetto importante sperando che sia le ferrovie alle quali aveva chiesto il consenso che alle belle arti lo avrebbero approvato facendo diventare un pezzo da museo la sua antica casa mai dimenticata.


Un giorno, la piccola locomotiva a vapore, quando la tristezza l’aveva presa quasi totalmente vide arrivare Sergio insieme a tanti tecnici e operai, sgranò i suoi grandi occhi, gli operai iniziarono a lavorare per giorni e giorni al fine di rimettere a lucido ogni piccolo ingranaggio, i due vagoni che erano attaccati dietro il locomotore, rimettere in ordine tutte le parti interne e riverniciare le parti esterne. La stavano proprio rimettendo a nuovo facendola diventare il più bel museo a rappresentare le ferrovie che avrebbe portato molti turisti a vederla.
Per ultimo rimisero in funzione il suo bel fischio che era il suo orgoglio ….. tuuu-tuuu ...... tuuu-tuuu ..... faceva quando veniva tirata la cordicella che usavano per suonare ad ogni inizio di visita guidata.
Si sentiva rinata quella vecchia locomotiva a vapore , ora tutti potevano vederla e visitarla, veniva accudita e lei avrebbe voluto poter ringraziare di questo i gemelli e soprattutto Sergio che aveva fatto in modo di darle ancora un valore importante
…. e lei lo trovò un modo!.....
Nessuno capì mai perché quella vecchia locomotiva rimessa a nuovo, ogni tanto senza un motivo apparente, si metteva a fischiare ….. tuuu-tuuu ...... tuuu-tuuu ..... mandarono dei tecnici che fecero un sacco di controlli senza però risolvere quello che secondo loro era un problema che continuò ad esistere perché lei ogni tanto senza un motivo riprendeva a fare il suo bel fischio.
Se ne accorse e lo capì qualche tempo dopo Sergio rendendosi conto che lei suonava ogni volta che lo vedeva passare:
“lo salutava, e questo era il suo modo di ringraziarlo.”




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Racconto scritto il 16/07/2020 - 08:12
Da Maria Luisa Bandiera
Letta n.137 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Mi spiace che qualcuno allo sciabordio d’acque continui a preferire il rumore delle proprie parole...
Volevo solo dirti che nelle luci soffuse sul lontano orizzonte preferisco cercare conchiglie che un kigo tra la sabbia

Mirko D. Mastro(Poeta) 20/07/2020 - 12:39

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Un bel racconto che sa di favola e che contiene una morale da tenere a mente....

Francesco Scolaro 17/07/2020 - 17:07

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E' un racconto molto tenero e direi educativo! Molto brava

barbara tascone 17/07/2020 - 00:04

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Stupendo racconto, sembra quasi una favola.Leggendo mi sono ricordata della prima locomotiva della storia che si trova al museo Pietrarsa cioè alla Bayard, ristrutturata in modo eccellente così come trovo eccellente il tuo racconto. Ciao Maria Luisa.

santa scardino 16/07/2020 - 23:02

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Molto carino e tenero questo racconto e, soprattutto, con un bel messaggio finale per il lettore: il bene fatto non si dimentica ed ha sempre un ritorno.
Comunque, grazie. Mi hai dato una bella soddisfazione

Afrodite T 16/07/2020 - 22:13

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Mi è piaciuto moltissimo: racconto scritto bene, una storia verosimile con un lieto fine...e quel tocco di magia che non guasta mai. Complimenti

Mirko D. Mastro(Poeta) 16/07/2020 - 10:44

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