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Trincee

Il lungo combattimento volgeva al termine assieme alla cacofonia di spari e grida. Il campo di battaglia era disseminato di corpi, molti dei quali aggrappati al filo spinato, gocciolando sudore e sangue tanto da macchiare l'erba di rosso. Si udì un ultimo sparo causato da una pistola di un agonizzante ufficiale. Tale detonazione fece sussultare le trincee. Poi tornò il silenzio.
I sopravvissuti dalle sudicie uniformi sembravano cadaveri quanto i cadaveri e le loro facce incavate già da sole raccontavano gli orrori di un inferno chiamato guerra.
Con estrema lentezza i soldati si cimentarono a ripristinare le fortificazioni in vista dei successivi ed inevitabili scontri recuperando armi, munizioni, e rimuovendo i militi rimasti uccisi per accatastarli uno sull'altro. I pochi uomini ancora attaccati ed innamorati della vita ringraziarono, chi la sorte e chi il Cielo di non essere parte di quel cumulo di caduti.



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Racconto scritto il 09/09/2020 - 11:37
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.142 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Ricordo una linea di dialogo di Al Pacino del film "Donnie Brasco" che desidero menzionare in quanto si adatta a "Trincee"
--- In guerra gente che non conosci ti manda a combattere assieme a gente che non conosci contro gente che non conosci. ---
Parole giustissime in quanto è proprio così!
Un caro salutone a tutti voi.

Giuseppe Scilipoti 13/09/2020 - 23:20

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Maria Luisa, Anna Maria, Barbara, Moreno, Astra Sil, Santa e Afrodite vi sono grato per la qualità dei vostri commenti. Grazie!
Quanto avete letto è uno dei miei pochi testi decisamente seri e riflessivi, avete saputo cogliere il lato riflessivo del contesto.
La Grande Guerra portava sul campo di battaglia milioni di giovani (e ovviamente anche meno giovani) ragion per cui ci dobbiamo ritenere FORTUNATI nell'aver evitato scenari del genere.
(segue risposta)

Giuseppe Scilipoti 13/09/2020 - 23:18

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In questo breve racconto hai ben reso l'idea di crudezza della guerra che resta, sempre e comunque, un evento drammatico in qualsiasi prospettiva la si guardi e che, oltretutto, ha la capacità di capovolgere i valori comuni in una sorta di "morale rovesciata", così come diceva Primo Levi, secondo la quale si diventa come animali che badano soltanto alla propria sopravvivenza.
Bravo,come sempre

Afrodite T 12/09/2020 - 16:57

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Un quadro duro e realistico di una tragedia che porta il nome di : guerra. Una descrizione precisa e dinamica come l'occhio che sta dietro ad una macchina da presa. La grande guerra,inutile, come tutte le guerre, ma questa in modo particolare, ci dà un'immagine più viva dell'uomo soldato e del sangue versato. Un altro tema,un altro bel lavoro scilipotiano. Pollice su e lode lode. Ciao Giuseppe.

santa scardino 09/09/2020 - 22:35

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Un racconto profondo ed intenso, che ricorda la ferocia, la follia e soprattutto la stupidità della guerra. Mi ha richiamato alla mente il film 'Torneranno i prati " di Ermanno Olmi ,dove il regista evidenzia il sacrificio di poveri soldati, che combattono una guerra assurda e senza senso come sono, secondo me , tutti i conflitti mondiali.Non bisogno mai dimenticare! Bravo!

Astra Sil 09/09/2020 - 15:49

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Un bel racconto amaro. La guerra è una follia. Grazie.

Moreno Maurutto 09/09/2020 - 14:36

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Giuseppe...nn so come ringraziarti per tutti i commenti dettagliati e gratificanti che scrivi.Sei bravissimo e gentilissimo!
Veniamo al tuo racconto ; trovo estremamente difficile scrivere così nel dettaglio eventi dolorosi di
guerra !Qualunque conflitto porta dolore e disperazione. ..e tu invece lo descrivi perfettamente! È importante conservare la memoria storica perché siamo portati a dimenticare e purtroppo ripetere le atrocità!
Bravissimo e un caro saluto !

barbara tascone 09/09/2020 - 14:26

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Giuseppe, questo bel racconto ci ricorda la ferocia della guerra di trincea che ci fa pensare a tutte le guerre di ogni tipo che ci sono tutt’ora nel mondo, seppur svolte in modo più “moderno” e che non ci toccano direttamente.

Anna Maria Foglia 09/09/2020 - 14:21

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Angosciante il ringraziamento finale che porta (almeno a me) a pensare all'ignobile senso della guerra che solo il genere umano è capace di mettere in atto. Anche di questo però è giusto scrivere quindi a te Giuseppe dico, anche se non amo il genere, bravo ottimo racconto.

Maria Luisa Bandiera 09/09/2020 - 12:48

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