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La zia Palmira

Non sentiva ragioni: più ortodossa dell’Unità quando era l’Unità.
L’Unione Sovietica faceva solo cose giuste, chi diceva il contrario era sempre dalla parte del torto.
Vacillò, ma poco, solo durante le invasioni del cinquantasei in Ungheria e del sessantotto in Cecoslovacchia.
Le aperture del partito alla critica non scalfirono la sua opinione neanche per l’Afghanistan negli anni ottanta.
Quando accadde il disastro di Cernobyl non si smosse dalle sue posizioni:
“Ancora una volta grazie all’Unione Sovietica l’umanità è stata messa in guardia sul pericolo nucleare!”


Essere comunista per lei era il vespro, e non la messa. A messa si va anche senza fede, il vespro è veramente per chi crede.




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Racconto scritto il 28/09/2023 - 12:12
Da Glauco Ballantini
Letta n.830 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Mi è proprio piaciuto questo racconto, molto purtroppo vero.

Anna Cenni 28/09/2023 - 17:39

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