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Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto che abbia questo inizio: “Era una mattina tranquilla e la città era ancora avvolta nel buio, infilata a letto. Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra per sapere che questo era il primo giorno di libertà e di vita. Era ancora buio e faceva freddo. Walter si svegliò per lo squillare del telefono… guardò l’ora…”


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L’occhio dell’avido è profondo come l’inferno

La seconda stanza


Era una mattina tranquilla e la città era ancora avvolta nel buio, infilata a letto. Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra per sapere che questo era il primo giorno di libertà e di vita. Era ancora buio e faceva freddo. Walter si svegliò per lo squillare del telefono… guardò l’ora…
<Ciao Joanne…>. “Buongiorno Christopher, mi aspettavo di sentirti. Ho l’acqua per il tè sul fuoco. Quando arrivi, accomodati. Troverai sul tavolo del miele di acacia, e un manoscritto”. <Hai ricominciato a scrivere… Perché non mi hai detto che non ti avrei trovata in quel grande palazzo fuori Edimburgo?>. “Forse non volevo essere trovata…”. <Ma, dove…>. “9 3/4 High Street, Hogsmeade. Fai presto, il tè si fredda e cominciano a scomparire fili di candele incantate appese sugli alberi. Le vacanze stanno per finire, e potrei decidere di far riprendere l’anno scolastico a Hogwarts”.
Hogsmeade è un pittoresco paesino di piccoli cottage e negozi vicino alla stazione di King Cross, meta degli studenti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts dal terzo anno in poi autorizzati a gite nel fine settimana.
Il tòc del battacchio <Mia cara, gli anni per te sembrano non passare…>. “Christopher… non serve adularmi, so bene cosa ti porta qui. Per ora non ho ancora pensato a come far riapparire Harry, e se far sì che per lui gli anni non siano passati… Ho iniziato col parlare degli almeno otto passaggi segreti che corrono tra la scuola e il paese. Tutti tranne due li avevo menzionati come costruiti per ragioni sconosciute”. <Come vuoi, non ti ho mai messo fretta. Vedo che hai appeso nel salotto il ritratto di Walter Aragon, come quello nell’ufficio del preside a Hogwarts>. Joanne si irrigidì.
<<Acuto l’agente letterario… Professor Walter Aragon andrebbe meglio. Già, due dei passaggi
segreti si sono visti nella battaglia finale. E a me personalmente basta non vedere più l’ufficio di Albus Silente per sentire che questo è il primo giorno di libertà. E dopo la morte di Voldemort, di vita>>. Joanne sembrò rimproverare il dipinto con una smorfia, e con disinvoltura versò il tè. “E ora immagino parleremo dell’altro motivo che ti ha portato qui… Sì, l’ho letto. Il suo piccolissimo studio mi ha ricordato l’appartamento in cui vivevo mentre stavo finendo di scrivere il primo volume. Lo cercherai?”. <Chi, il Signor Potter? Ahahaha>. “Ti prego, Christopher… ricorda che all’inizio il manoscritto fu rifiutato. Non essere precipitoso, non illuderlo”.
Guardando al polso il suo Roger Smith <Ho un volo per Varsavia tra meno di un’ora>.


La Volga nera a noleggio percorreva la statale poco trafficata. Alla guida sotto un cielo plumbeo, un uomo. All’estremità del braccio fuori dal finestrino l’orologio da polso in stile inglese pareva scandire il tempo al Palazzo sull’Acqua. Intorno al chilometro 13 rallentò bruscamente. Lungo il corso d’acqua Christopher avrebbe giurato di aver visto qualcosa. La strada era ad appena due corsie, così mise gli indicatori di posizione e si incamminò. Sulla sponda c’era un cigno nero agonizzante con un’ala recisa. Lo guardava. Christopher non riusciva a distogliere lo sguardo. Aveva i brividi. Pensò che proprio lì in Reprobi Angelus il povero Edgar aveva incontrato il fantasma di Adamantina, e nell’ultimo capitolo Samael a Benedetta appariva come un cigno ferito. Trasalì. Le fronde dei salici piangenti ora sembravano urlare. VERITAS… Fitte come la notte.
IN PICTA VERITAS… Impenetrabili come pareti. Il cigno prese le sembianze di un dipinto. Roteava come impazzito. <Pietate… Angelus, propinquus es!? ...mio Dio, ma che ho detto?>.
Quando si fermò, Christopher con la testa ancora tra le braccia riuscì a vedere il ritratto di Walter Aragon. La voce impastata, come catrame <<Reprobi angelus non est hic! Samael non verrà… Da secoli non dipingo ciò che vedo, ma ciò che ho visto. Da quel cottage di Hogsmeade hai portato con te fin qui tutta la tua avidità. Mi ha sempre divertito rappresentare degli esseri che respirano, sentono, amano e soffrono. E cadono come tessere di un domino>>.
Sul sedile della Volga nera il tempo era scandito da piccoli ingranaggi.
(Avidità, pag. 18 del tomo)



-i riferimenti al mondo di Harry Potter sono liberamente tratti dalla biografia della sua autrice J.K. Rowling e a Christopher Little, l’agente letterario a cui si deve la scoperta della scrittrice.
Alcune delle parole pronunciate da Lucifero sono ispirate a una citazione di Edvard Munch




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Scrittura creativa scritta il 25/11/2019 - 21:07
Da Mirko D. Mastro(Poeta)
Letta n.79 volte.
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Commenti


Per me non è di facile comprensione Mirko perché non ho mai letto o visto niente di Harry Potter, quindi mi sfuggono i riferimenti. L'atmosfera è quella legata ai tuoi ultimi racconti che ho seguito e apprezzato molto !

Grazia Giuliani 26/11/2019 - 18:50

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