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IL SOGNO

Le istruzioni sono:

Trai spunto da questo pensiero di Gabriel Garcia Marquez e scrivi un racconto breve di natura sentimentale, affettiva o altro: “ Non è vero che le persone smettono di inseguire i sogni perché invecchiano, diventano vecchi perché smettono di inseguire i sogni....”


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La lacrima ritrovata

La lacrima ritrovata


Elsa era ormai arrivata oltre la soglia degli ottant'anni, i suoi lineamenti erano ancora belli, aveva solo qualche ruga intorno agli occhi che però non la invecchiavano più di tanto e ovviamente il viso portava comunque i segni dell’età, proprio quell'età non le permetteva più di fare dei progetti a lungo termine e a lei sembrava di non avere più sogni a portata di mano, i suoi figli erano ormai sistemati e abitavano lontano con le rispettive famiglie mentre suo marito se ne era già andato da qualche anno per via di una grave malattia che non era riuscito a superare.
Da qualche giorno aveva una sensazione di disagio interiore che non sapeva identificare né da dove giungesse, si era ritrovata dalla morte di suo marito in quella casa in riva al lago diventata troppo grande per lei, sola e senza più obiettivi da raggiungere. Tutta immersa in questi pensieri, scese nel suo giardino, si tolse le scarpe ed iniziò a camminare sul tappeto erboso appena tagliato. Le piaceva molto camminare scalza sull'erba e la rilassò un poco la morbidezza del prato carico del suo bel verde smagliante e stare ad osservare il lungo filare di rose che costeggiavano il vialetto che portava verso il lago; aveva tanta voglia di lasciarsi andare come i suoi stessi sospiri ma il tempo impietoso continuava il suo cadenzato fluire mentre quella clessidra immaginaria segnava inesorabilmente lo scandire delle ore. In quel tardo pomeriggio, la luce iniziava lentamente a ritrarsi dal giorno lasciando spazio al buio di invadere anche i più remoti angoli del giardino. Due occhi pareva osservassero dal cielo nascosti dietro le corpose nubi.
Il tempo e le distanze le vedeva diverse oggi da come le apparivano un tempo e le sembrava che il suo destino fosse ormai al termine, non riusciva a ritrovare più l’antico sorriso né altri stimoli che le dessero motivazioni per sentirsi appagata. Si rendeva conto come, mentre era alla ricerca di una rinnovata luce interiore e di altri sogni, l'oscurità le contrastasse il cammino. Si girò verso casa per ritornare sui suoi passi pensando che avrebbe potuto il giorno successivo all'alba andare fino al lago alla ricerca di risposte e pensò che forse l’abbraccio del sole l’avrebbe aiutata a trovarne.
Il giorno dopo si preannunciava una bellissima giornata con le sue magnifiche lunghe ombre create dal’inclinazione del sole al suo levare. S’incamminò Elsa verso l’imbarcadero e si sedette immergendo i piedi nell'acqua pensando di nuovo a questa sua vita fatta di silenzi e solitudini, ultimamente unici suoi nostalgici compagni.
Più triste che mai, ora guardava il lago ed una piccola lacrima s’affacciò timidamente tra le folte ciglia. E cadde dal viso di Elsa quella lacrima salata piena di rimpianti dentro l’acqua del lago sciogliendosi in mezzo ad essa fino a confondersi e diventare un tutt'uno con le acque del lago.
Tornando a casa Elsa ripensò a quella piccola lacrima che aveva perso, cadendo nell'acqua, la sua individualità e a quanto sarebbe piaciuto anche a lei abbracciare l’insieme del Tutto.


Il giorno successivo trovò un impeto diverso che la spinse di nuovo sull'imbarcadero a guardare il lago, avrebbe voluto essere come la sua lacrima del giorno prima, non sapeva che anche la lacrima era triste, sconsolata e malinconica …..
Era di nuovo una bella mattinata soleggiata, il sole sentendo oltre la malinconia di Elsa anche quella della lacrima si commosse, la fece evaporare e salire in alto nel cielo insieme alle nuvole, chiamò l'amico vento che la prese con sé portandola in luoghi mai visti pensando di renderla felice, ma la lacrima era più triste che mai, voleva tornare da chi l’aveva creata. Fu allora che arrivò il turbolento temporale con i suoi tuoni e fulmini, la mescolò con la pioggia affinché avesse compagnia tra tante amiche sorelle.
Ma lei era una lacrima salata, si sentiva diversa ed allora l’amico temporale capì ed esaudì il suo desiderio. La fece scendere giù su quel viso invecchiato dal tempo, da dove il giorno precedente era scivolata nel lago.
Elsa con il naso all'insù accolse quella goccia salata di pioggia … e ritrovò il sorriso … e ritornò a cantare e a ballare felice …. e a sognare, sognare più che mai ….. e rise ….. e rise ancora ….
Ogni giornata si chiude con un miracolo in armonia con ogni cosa.




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Scrittura creativa scritta il 27/09/2020 - 08:22
Da Maria Luisa Bandiera
Letta n.142 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Tutto ciò senza "cascare“ in un finale accomodante e soprattutto senza "cascare" nel patetismo gratuito, come dimostra l'ultima parte che, a mio avviso, apre alla speranza, all'entusiasmo e alla gioia di vivere gli anni che all'anziana signora le restano di vivere.
Cinque stelline... hic et nunc!!!

Giuseppe Scilipoti 29/09/2020 - 21:57

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Hai mescolato il tuo inconcondibile tocco unito alla tua proverbiale poetica che funge da sottofondo. Le emozioni non possono che essere garantite dove la goccia alias una lacrima partorita da un viso malinconico e afflitto assieme alle gocce di un cielo estremamente empatico generano sequenze intense, con un gemellaggio tra lacrime.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 29/09/2020 - 21:55

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Un racconto scritto in grande stile, un racconto di... lacrima facile in quanto commuove. Sguardi, momenti, e silenzi carichi di malinconia che si perdono nel mare, pardon nel lago della malinconia in quel sentirsi smarriti nella solitaria quotidianità. Io, lavorando in una Casa di Cura con una dozzina di anziani ed imparando moltissimo da loro, Elsa la comprendo appieno.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 29/09/2020 - 21:54

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Un grazie anche a Mirko e Giovanni dei bei commenti al mio racconto.

Maria Luisa Bandiera 28/09/2020 - 22:54

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Il tuo racconto, che scivola mirabilmente, conferma che inseguire i sogni fa bene all'anima e allunga l'età della nostra giovinezza.

GIOVANNI PIGNALOSA 28/09/2020 - 09:19

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Oltre alle descrizioni che collocano il lettore esattamente accanto alla signora facendogli vedere nitido il viso di lei, i tratti poetici di questo testo trovo siano la marcia in più

Mirko D. Mastro(Poeta) 28/09/2020 - 05:25

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Grazie Anna Maria e buona domenica anche a te.

Maria Luisa Bandiera 27/09/2020 - 13:57

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Grande capacità descrittiva emerge da questo bel racconto che conferma anche il tuo animo sognatore. Brava Maria Luisa e buona domenica

Anna Maria Foglia 27/09/2020 - 11:01

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