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ERA

Era guardare l'oceano dal terzo mondo, sensazione di stelle, di vita, di nuova vita. Scommettere tutto per raggiungere la costa opposta, senza conoscere la meta, senza sapere se per arrivarci morirari squartato da uno squalo o dall'ansie nel vedere onde immense a due passi da te, pronte a deglutirti intero. ricordo lo sfiorare la sua sabbia la prima volta, il vento la accarezzava in vortice caldo freddo, caldo freddo, e lei ovviamente non lo sentiva, ero io a sentirlo, e lo sentivo tutto, il mio corpo sudava caldo freddo, caldo freddo. Fu stupendo veder danzare quei chicchi in giravolte, capriole, salti in aria e fu ancor più stupendo quando il vento fattosi cupido portò a me quella sabbia che mi sfiorò appunto,mi toccò, mi sorrise, mi entrò dentro tutto d'un fiato come il negroni che non mi ero affatto sorseggiato prima di andare li, a osservare l'oceano. Il bello fu che quella danza era solo il velo, cieco e muto, di quello splendore, di quelle onde, di quell'infinità che vedevo racchiusa anche nell'unica goccia che potè sfiorarmi appena la pelle, quando per caso si mosse verso me, che però, mi allontanai per non bagnarmi.



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Poesia scritta il 11/09/2016 - 00:02
Da Khalil Zemzemi
Letta n.1376 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


La vita. ..l'oceano
Una sfida
Nn sempre si ha il coraggio, ma l'importante è scegliere
Splendida

laisa azzurra 11/09/2016 - 10:40

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