Sul ramo d'albero posata
lei, la gazza.
Mi fissa gracchiando
e con un continuo movimento del becco mi cita.
Nella mia mano ho una prugna.
Verso la gazza io la porgo
e con un cenno dico:
“Vieni, prendi la prugna!”
Lei non esita,
spicca il volo,
becca e vola via.
A quel punto esclamo:
“Sei una ladra!”
Sembra abbia capito.
Torna indietro
svolazzando sopra la mia testa,
sgancia la prugna
e con un continuo gracchiare
vola via.
Non l’ho più vista.
lei, la gazza.
Mi fissa gracchiando
e con un continuo movimento del becco mi cita.
Nella mia mano ho una prugna.
Verso la gazza io la porgo
e con un cenno dico:
“Vieni, prendi la prugna!”
Lei non esita,
spicca il volo,
becca e vola via.
A quel punto esclamo:
“Sei una ladra!”
Sembra abbia capito.
Torna indietro
svolazzando sopra la mia testa,
sgancia la prugna
e con un continuo gracchiare
vola via.
Non l’ho più vista.

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Commenti
Una gazza veramente speciale...che lasciò un ricordo per la sua risposta alquanto singolare. Bei versi.


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Ho sorriso... A me piacciono le gazze, ladre o meno.. Ne ho avute due, che erano come cagnolini e mangiavano coi gatti.
😊


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Simpatica ed originale. Pollice in su per te. Ciao


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Complimenti 



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