Nella tranquilla e ordinata cucina,
il bambino alzò ad un tratto
lo sguardo dal suo gingillo,
dove la guerra entra solo
per gioco.
Dallo schermo rimbombava
prepotente la parola guerra.
No! Non era quella con cui
giocava; il buono che
vinceva sul cattivo,
il supereroe coi suoi
superpoteri.
Lì c’era morte vera,
lì c’era paura vera,
lì c’era sangue vero.
“Ci vorrebbe un
potente supereroe”
pensò il bambino
e tornò a giocare
alla guerra col suo
gingillo.
il bambino alzò ad un tratto
lo sguardo dal suo gingillo,
dove la guerra entra solo
per gioco.
Dallo schermo rimbombava
prepotente la parola guerra.
No! Non era quella con cui
giocava; il buono che
vinceva sul cattivo,
il supereroe coi suoi
superpoteri.
Lì c’era morte vera,
lì c’era paura vera,
lì c’era sangue vero.
“Ci vorrebbe un
potente supereroe”
pensò il bambino
e tornò a giocare
alla guerra col suo
gingillo.

Da Ivana Piazza
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Commenti
Emozionalmente, ringrazio! 



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Molto difficile per un bimbo comprendere la guerra vera dove il sangue scorre veramente.




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Il bambino non capiva perché gli uomini si odiassero così, perché distruggessero la vita che era bella e preziosa, che era un dono del cielo.





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