Mai possiamo dire
di attribuire al vento i senza confini.
Meditando, poi, c'è un ripensamento,
uno strato che induce a muovere funi.
Una di queste si sta muovendo con cura:
dirige un'orchestra portandola fra la foschia,
dandole luce, rendendola viva,
immersa nelle vesti veritiere.
Si vedranno perdite, che attenderanno
agendo al primo movimento,
mettendo fine ad ingranaggi movimentati,
liberando lo smarrimento.
di attribuire al vento i senza confini.
Meditando, poi, c'è un ripensamento,
uno strato che induce a muovere funi.
Una di queste si sta muovendo con cura:
dirige un'orchestra portandola fra la foschia,
dandole luce, rendendola viva,
immersa nelle vesti veritiere.
Si vedranno perdite, che attenderanno
agendo al primo movimento,
mettendo fine ad ingranaggi movimentati,
liberando lo smarrimento.
Poesia scritta il 19/08/2026 - 14:06Letta n.42 volte.
Voto: | su 2 votanti |
Commenti
Scrivo anche le preoccupazioni: se non ne avessi avuto davvero bisogno, avrei lasciato la scrittura per un po’. Grazie di cuore. Un caro saluto
MARIA ANGELA CAROSIA
19/08/2026 - 20:58 --------------------------------------
Poesia criptata dove si intuisce che c'è qualcosa che sfugge ma che probabilmente conosce bene il manovratore di quella fune. Molto apprezzata, brava, ciao 

Francesco Scolaro
19/08/2026 - 19:10 --------------------------------------
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