RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Le disparità


Amarezza e sofferenza provocano le disparità
In famiglia, negli affetti, nel lavoro,
in ogni contesto della vita, della società.
Le ferite che lasciano sono buchi per l’anima
che professa parità, onestà, stima e integrità.
Se le subiamo urliamo all’imparzialità, all’iniquità
se le procuriamo ci discolpiamo raccontandoci falsità.
f.m.... (continua)

Mena Manfregola 07/11/2022 - 15:55
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Le gambe titubanti della sedia occupata dalla noia


Dopo aver parlato a bassa voce al cassetto
della sua scrivania sotto la finestra aperta
sul parco, un’amica lasciò arrivare col vento
una virgola del suo bel narrare ricoperta
da un impermeabile color della mia matita.
Così ho ascoltato il vento cercare la pioggia.
La rincorreva oltre le cime bianche, tra i vicoli
dei borghi approssimati, lungo la piccola roggia
e i corsi d’acqua prorompente, sgorgante da
sorgenti ghiacciate, come le mie mani, limpida
come gli occhi di chi non teme d’esser giudicato.
La cercava, stanco di soffiare, farsi timida
pioggerella per potersi addormentare, con lei
che sapeva suonare come nessuno mai i tasti
del suo pianoforte e tradurli nel perdersi, magari
anche solo, nel seguire il volo con i suoi contrasti
di un uccellino, lento e poi veloce… lei che aveva
mani di cristalli, chicchi gelati, e cuore di zampilli,
delicati, come la notte e impetuosi come tempesta.
Perché ci si ama così, come tra corde di violoncelli
sfregate folleme... (continua)

Mirko D. Mastro 15/04/2019 - 19:52
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Le mie nuvole


(Spiccioli di riflessione 2/2)

Le gambe titubanti
della sedia di lettura
conoscono sfumature e la
lentezza di quei miei pensieri
che camminano nell’andatura

delle nuvole. La sera porta a riva madreperle, una finisce dentro l’occhiello sulla camicia di seta. Così la guardo, e guardo nel racconto sullo scrittoio… nell’occhiello una mamma potè cullare, anche se per poco, il suo bambino.
E una lacrima di madreperla cade sul bavero del vestito buono.

Guardo ancora la risacca dai
colori bellissimi e nella trasparenza
del mare alla finestra
e nella tasca della giacca cerco quel
che resta di tanta struggenza

In quel racconto incompiuto l’omonimia è almeno curiosa dell’occhiello che in linguistica si può dire occhietto. E non può che venirmi alla mente il bambino del pittore contemporaneo Dugaria con lo sguardo verso il cielo… dove le nuvole chiamano a raccolta il tempo.
Così la fibra come essenza, interiorità… che sul vestito buono è un piccolo taglio incurante di qu... (continua)


Mirko D. Mastro 07/06/2022 - 06:18
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Le spalle tra le nuvole


Questa mattina ho pensato di spiegarmi
come faccio a non scordarti anche senza
le tue mani sulle mie spalle al tramonto,
e con la tua assenza, latente nell’orlo
dei pensieri, in cui appoggiare la testa.
Mi chiedevo a che servissero le mie dita
senza i tuoi capelli dentro, e come potessi
continuare a fare poesia senza le tue, versi
da rileggere tra le righe del mio corpo.
Ho compreso solo poi che le carezze sono
brividi che aspettano solo la delicatezza del tuo
nome pronunciato nel modo giusto, col leggero
tocco pur nella mancanza dei tuoi piedi su me.
E io che ti accarezzo la nuca e ti bacio sul collo.
Mentre penso che ci vorrebbe una scarpa
che ti fosse degna, e sorrido…
mi scrivi “Dei miei jeans mi piaci tu che mi
metti le mani dentro le tasche e mi tiri verso te.

...e sarà che quei jeans li indosso solo quando ho voglia di te. O saranno le tue dita tra i miei capelli sempre così spettinati da raccogliere i brividi sulla nuca, come nidi. Come nodi...
Ma... (continua)


Mirko D. Mastro 30/04/2020 - 08:14
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Lei non mi abbandona mai


La nonna, un torrente in piena,
cercava di rimettermi in marcia,
arrivava a sorpresa per trasportarmi
prendendosi cura di aiutarmi per tutto il viaggio,
sin quando sono stato capace di chiedere aiuto,
lei scendeva dalla cima della sua montagna,
per farmi compagnia per il tratto di vita che è rimasta, se era necessario mi prendeva in braccio concentrata sul momento per rimettermi in marcia
da solo, aggiustava la strada, per tenermi bene
in equilibrio, felice della sua nuova creatura, tutta da allevare, armonica dentro e fuori, all’altezza del cuore
che pulsava dentro, arrivava di sorpresa, prontissima ad accogliermi fra le sue braccia di felci e di fiori, sinché ha inciampato, anche lei, nella stessa avventura,
che mi ha sollecitato e tanto mi ha insegnato!!
Tengo ancora ben stretti tutti i suoi saggi e preziosi, consigli, squisiti messaggi, perfettamente ne seguo istruzioni e regole, e anche se a fatica nei momenti, importanti posso ancora contare su di lei, la sento vic... (continua)

FADDA TONINO 16/09/2022 - 13:54
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Lettera 22


Un uomo con la barba sfatta schiaccia con infinite pause i tasti della macchina da scrivere uno ad uno.

Non credere che voglia incombere
sulla tua vita più di quanto possano
pesare i consigli: è che l’esperienza
è un ombrello a cui solo quando
spiove funziona il tasto d’apertura.
Balzella in galosce l’ignoranza.

Veniamo al mondo nudi e umidicci ragazzo mio, poi le cose peggiorano.

L’uomo fuma un’altra sigaretta.

Un padre è colui al quale non
è concesso utilizzare il proprio
telefono, né l’auto, né il bagno.
È colui il quale la fortuna visita
un’unica volta, e ci si deve far
trovare in gabardine di fustagno.

Veniamo al mondo nudi, umidicci e affamati; poi, le cose migliorano.

Nella Olivetti Lettera 22… Pirandello, infinite maschere e pochissimi volti.
Lì accanto nel lettino l’ultima persona al mondo che per un po’ lo crederà senza difetti.
Un biglietto, Papà c’è sempre.


(da “Più di qualcuno guardò in alto” -4 marzo 2021, Mirko D. Mastro)... (continua)


Mirko D. Mastro 19/03/2021 - 11:34
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Lettera a dicembre 22


Dicembre stringimi forte al tuo cuore,
stai preparando le valigie, fra poco nel mondo tornerà
il silenzio, giusta punizione per chi non ha mai imparato,
ad ubbidire, hai allietato le serate, e con dolcissimi
canti Natalizi hai voluto salvarci l’anima!!
per sincerità, non portarti via anche questi dolci ricordi,
senza non ci sarà più possibile neanche sorridere!!
Lascia qualcosa che ricordi che sei passato di qui,
sii clemente, se il passato è stato quello che è stato,
lasciaci scrogiolare all’ultimo sole,
del futuro che incomincia dopo di te!!
Dicembre, strizzaci l’occhiolino di buone speranze,
leva il sigillo alla felicità, e destina a noi tutti i beni
di prima classe, mai appartenuti in precedenza,
e convincici che l’irriconoscenza verso la tua dolce
permanenza, non è il motivo per cui prendi e parti,
non ti meritiamo è senza ombra di dubbio vero,
ma non ci piace vada via, senza appianare
le nostre divergenze, nessuno è stato dolce,
come te in passato!!... (continua)

FADDA TONINO 28/12/2022 - 15:11
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Librerie e televisori


C'è chi decide di avere grandi librerie,
di perdersi in pagine, tra storie e magie,
ogni libro un mondo, ogni frase un sogno,
un viaggio che inizia quando il giorno è ancora lungo.

E c'è chi sceglie di avere grandi televisori,
di vedere il mondo in schermi a colori,
ogni scena un'avventura, ogni film un racconto,
un viaggio diverso, in un istante compiuto.

Le librerie parlano con voci di carta,
un sussurro di saggezza, un'eco che incanta,
ogni volume un amico, un tesoro custodito,
Un pezzo di anima in un angolo fiorito.


I televisori offrono visioni e luci,
scene rapide, storie in cui indugi,
ogni schermo una finestra su mondi lontani,
un modo di viaggiare, senza muovere le mani.

Chi ama i libri cerca la profondità,
la calma del silenzio, la lenta intimità,
un dialogo interiore, un pensiero che cresce,
un amore per il sapere che mai si riduce.

Chi sceglie la TV cerca l'immediatezza,
l'emozione visiva, la pura bellezza,
... (continua)


Umberto Palazzolo fischietto 22/07/2024 - 22:20
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Lo spaventapasseri


Ha imparato ad amare quel buffo spaventapasseri che, con quell'aria sparuta e un po' impettita, si teneva in piedi grazie ai suoi bizzarri pensieri impagliati.
Spesso lo ammoniva dicendogli: "A niente servi e del nulla ti cibi".
Lo spaventapasseri, però, mai perdeva quel sorriso sbilenco, e la guardava con quei grandi bottoni dorati che erano i suoi occhi!
La amava profondamente e nel silenzio attese paziente che ella riscoprisse la lucente bellezza dei suoi accesi pensieri!... (continua)

Quirina Bucci 27/03/2023 - 23:16
commenti 2 - Numero letture:718

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Lontani


Ti ho lasciata andare
perché la vita si consuma
nella costrizione

tu mi hai lasciato andare
perché l’obbedienza è un vizio
dell’anima

eppure il nostro viaggio non si è fermato
tanto eravamo presi dall’accavallarsi
di esperienze, amori, tutti differenti
lunghi lo spazio di una notte
al più una stagione

continenti
cieli
lingue
cambiavano
ma i nostri sogni rimanevano
gli stessi
il nostro unirsi manteneva
lo splendore dell’alba

alla fine di tutto ci siamo ritrovati
di nuovo
al centro dei nostri addii in questo
stanco uruboro
i nostri sguardi consumati dall’esperienza
si incrociarono per eplorare la nostra stanchezza

E…

subito pensammo entrambi a quell’ultimo saluto
alla fine di tutto
ci siamo chiesti se ne fosse valsa la pena

il mondo nell’atrocità del vivere ci aveva cambiati
ma nel ricordo
il nostro abbraccio si eternava nelle costellazioni
nutrito dalla luce delle stelle.... (continua)


Enrico Barigazzi 26/04/2025 - 16:06
commenti 1 - Numero letture:549

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