RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
La Bellissima Estate C'è stato un periodo nel quale erano girati film nei quali i bambini finivano male in uno di questi, girato a Livorno e Castiglioncello, Lino Toffolo interpretava “il barone Rosso” un personaggio di strada che si vantava di essere stato aviatore.
Cantava: "E gira gira l'elica, romba il motor, questa è la bella vita la vita bella dell'aviator..." girava su una vecchia bicicletta con in testa un caschetto da pilota di aereo. Si scoprirà che era solo un millantatore quando salirà su un aereo vero e confesserà al tragico protagonista di non aver mai volato... Era un sabato pomeriggio del 1974, al cinema "Sorgenti" con mio fratello e mio nonno. Centodieci in ricordo di Lino Toffolo... (continua) ![]() ![]() ![]()
Opera non ancora approvata!
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La bussola che non scombussola Vi è mai successo di trarne una sonora lezione nel visionare un’opera filmica? A me è capitato, ma prima di svelare il titolo e l'insegnamento assimilato, è necessario riavvolgere il nastro della mia vita, e tornare indietro nel tempo, prendendo in riferimento la metà di ottobre del terribile 2017.
Soffermandomi sul piano sentimentale, senza entrare nei dettagli, da mesi vivevo un rapporto amoroso logorante, costellato da paletti, dinamiche malsane e diverbi. Purtroppo, non avevo il coraggio di troncare e di conseguenza... ne pagavo le conseguenze. Una sera, visto che la mestizia mi teneva compagnia, vomitandomi pensieri ottenebranti anche di natura lavorativa, per distrarmi un po', accesi il tablet per guardarmi un film, uno dei tanti disponibili gratis su YouTube. Nello scorrere, forse spinto da un richiamo, scelsi 'Mi ricordo di Anna Frank.' Il lungometraggio in questione, tralasciando che non era leggero o comunque non adatto per il mio stato d'animo di quel momento, lo ritenn... (continua) ![]() ![]() ![]()
La casa colonica Una casa distrutta, lasciata in balia del trascorrere del tempo. Una casa fantasma senza fantasmi. Una casa che una volta aveva un focolare domestico. Evocazione e suggestione, ecco cosa provo.
Io, soldato, mi ritrovo col tipico camuffamento militare per un addestramento ai Colli San Rizzo, imboscato in mezzo al marciume con un fucile caricato a salve in attesa dei “nemici.” Non sono da solo. Gioele, il mio commilitone, fa caciara con il cellulare, non prendendo con serietà il compito assegnato. Gli chiedo di fare silenzio e di mostrare osservanza per questa dimora rurale. «In caso verremo "ammazzati", ci pagheranno lo stesso» mi dice con leggerezza. Quattro spari. Siamo stati “colpiti”, peccando ahimè di distrazione. Ci accasciamo per rendere realistica la simulazione, per poi rialzarci e raggiungere il plotone. Quel che è certo è che un pezzettino del mio cuore è rimasto lì, a terra, vicino a un decrepito caminetto.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Opera non ancora approvata!
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La crisi del quarto di secolo Voglio ricordarmi di questa sera, nei giorni a venire.
Voglio sentire nuovamente quell’enorme peso sullo stomaco, in altra maniera non so definirlo. Ho quasi 26 anni, li compirò in un novembre che, so per certo, arriverà prestissimo. Eppure non li attendo fremendo. Come l’hanno chiamata? Ah sì, la crisi del quarto di secolo, o giù di lì. Quel momento di smarrimento che coglie l’essere umano quando sente che i 30 anni si avvicinano, e allora giunge impetuosa una incredibile fretta di stabilizzarsi, di raggiungere alla velocità della luce un equilibrio invidiabile tipico di chi è ormai adulto. Perché è stato come saltare da un trampolino molto alto, e ora mi trovo a galleggiare in un mare freddo, vastissimo, e non sempre cristallino come vorrei. E so che come me ci sono tanti giovani “nuotatori”, perché sento il rumore dell’acqua smossa dalle loro bracciate. Siamo tutti l’uno al fianco dell’altro, c’è chi annaspa, c’è chi si mantiene perfettamente a galla come fosse stata da sempre l... (continua) ![]() ![]() ![]()
La cuccagna svedese Dopo tanta bella scrittura, non tutta farina del mio sacco e opera di uno spirito che, nottetempo, mi sveglia, mi pervade e mi illumina, la cuccagna svedese non si riferisce al triplice nobel (pace, poesia e medicina!) a cui il fantasma notturno aspira (esaltando ancor di più la mia innata mania di vanagloria), ma all'allunaggio svedese che feci in compagnia di due amici, proprio a pochi giorni di distanza dalla conquista lunare.
E così, mentre Aldrin, Collins ed Armstrong mettevano piede sul suolo lunare, parimenti, con un'impresa pionieristica, tre napoletani sbarcavano sul suolo svedese con la mitica 500, stipati in essa insieme ai bagagli. Correvano i tempi "dell'acchiappanza" e noi italiani, in primis napoletani e romani (ce li mangiavamo alla matriciana!), da imberbi latin lover facevamo strage di cuori (pollanche nordiche) lungo la costiera adriatica. Dopo Rimini, Riccione ed Abbazia (Opatja ex Jugoslavia), quell'anno con l'intento di sorprendere le deliziose svede... (continua) ![]() ![]() ![]()
Opera non ancora approvata!
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La festa interrotta Marisa, una splendida ragazza di 16 anni, fisico da modella, capelli castano chiari ed occhi verdi, un sorriso da far venire i brividi, sempre allegra e con una carica esplosiva. Frequentava il 3° anno di Ragioneria con voti altissimi, ma era praticamente prigioniera in casa; la sua bellezza ed il vivere in un quartiere come Marianella, alla periferia nord di Napoli, un quartiere difficile, dove la vita scorreva pericolosamente appesa ad un filo, la lotta tra le fazioni camorristiche per accaparrarsi i territori, erano all’apice della violenza, nessuno poteva uscire senza rischiare ogni giorno di essere coinvolto in una sparatoria, ma lei non aveva paura di questo. Usciva praticamente solo per andare a scuola, qualche volta si recava da qualche amica a studiare, ma era sempre accompagnata da Enzo, suo fratello maggiore che gli faceva da guardia del corpo, la proteggeva da tutto; anche i genitori erano apprensivi e protettivi, nessuna uscita serale, nemmeno il sabato o la domenica, ma p... (continua)
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La Fiat 500/L Molti ricorderanno la mitica(per me) Fiat 500/L , una piccola utilitaria uscita verso la fine degli anni sessanta ed ancora oggi, se ne vede qualcuna in circolazione.
Mio marito, allora fidanzato, la comprò a rate sfidando il completo disappunto di sua madre,, non lo riteneva un acquisto urgente e tanto meno necessario. Ricordo che con 10.000 lire facevamo il pieno e quando capitava di andare in Slovenia spendevamo la metà. Era praticamente una trappola, ma per noi rappresentava la libertà, l’indipendenza, la possibilità di stare intimamente insieme scegliendo di volta in volta i luoghi a noi più cari. Per anni abbiamo condiviso, passo passo, gli eventi e le varie tappe della nostra esistenza. All’inizio i passeggeri erano solo due,poi diventarono tre ed infine quattro. Quante volte abbia sostenuto il viaggio Caserta/Trieste e viceversa non lo ricordo, 1200 chilometri senza crearci mai problemi. Oggi nessun ragazzo si azzarderebbe a fare tanta strada con un’auto così piccola,a... (continua) ![]() ![]() ![]()
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