RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
Opera non ancora approvata!
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Opera non ancora approvata!
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La socio-comodità dei melanconici. Ci sentiamo solo
Tutti un po' più soli. Non guardate ai tempi andati con malinconia e dolore Se invece di raccontarlo alla vicina o all'amica del cuore , di quel ragazzo che ci ha tradito o della mamma che non si sopporta più , lo scriviamo su Facebook. Non chiamateci esibizionisti se Postiamo una fotografia e cerchiamo di correggere le nostre imperfezioni più latenti e nascoste Invece di toccarle con mano , appenderle al muro o sorridere mentre le sistemiamo in tanti album dalle copertine fuori moda , sorridendo dei difetti più che delle foto meglio riuscite. Perdonateci se a volte ci spogliamo dei nostri valori e anche un po' dei nostri vestiti per indossare i complimenti altrui. Non urlate ai vostri bimbi se passano troppo tempo davanti ad un cellulare, ad un tablet. Loro non smettevano di piangere e il tempo oggi sembra davvero troppo poco per sprecarlo a leggere una favola. Abbiate clemenza. Siate comprensivi se vomitiamo sui social tutti i nostri dolori piuttosto che... (continua) ![]() ![]() ![]()
La spesa Se non sono di turno a lavoro, la mattina verso le 8, vado a piedi in paese, per la spesa quotidiana.
La mia prima tappa è al bar, dove, specialmente in estate, diversi pensionati sono seduti fuori all'ombra intenti a leggere il giornale o a fare quattro chiacchere, il rito vuole che ogni volta che passo, mi squadrino da capo a piedi interrompendo i discorsi e la lettura, come se fosse la prima volta che mi vedono! "Buongiorno lavoratori!" Così li saluto io. La barista Paola, mi prepara il solito macchiato, se non ha altri clienti ci mettiamo a parlare un po', il suo argomento preferito è la dieta, non so perché ne parli con me che non ho mai seguito una dieta in tutta la vita! Se mi fermo dalla tabaccaia invece, l'argomento è "cambiamenti all'anagrafe comunale", ovvero nascite,matrimoni,ma soprattutto defunti. Se vado all'edicola c'è il mio amico Stefano,conosciuto in paese come "Ghianduccio", siamo stati compagni di scuola e capita di mettersi a pa... (continua) ![]() ![]() ![]()
LA STORIA DI MAMMA GATTA Sono figlio di agricoltori Abruzzesi e ho nel sangue la passione per la terra e per gli animali domestici. Finiti gli studi, mi sono trasferito per lavoro in una città dell'Alto Lazio. Dopo alcuni anni, ho acquistato un terreno con qualche pianta da frutto e un casaletto. Nel tempo libero, cominciai a coltivarlo. Qualche volta, mi portavo da mangiare e mi fermavo fino al pomeriggio inoltrato. Ogni tanto vedevo arrivare un gatto che si avvicinava miagolando e io gli davo qualche avanzo del pranzo. Dopo qualche giorno, ho notato che al gatto cresceva sempre più la pancia, fino a che mi sono reso conto che si trattava di una gatta che stava per diventare mamma. Da quel giorno cominciai a portare anche qualcosa da casa, per alimentare meglio la gatta e i suoi figlioletti in grembo. Dopo una settimana circa, mi sono accorto che la gatta non aveva più il pancione e ho capito che erano nati i gattini. Da quel giorno, ho cercato di portare qualcosa in più per nutrire meglio mamma gatta che orm... (continua)
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La storia di Lucky Gli occhi dolci e malinconici d’un cane legato al palo, incrociano i miei. Mi guardano imploranti chiedendo una carezza, un po’ di pane,due gocce d’acqua! Mi guardo attorno speranzosa, m’illudo,cerco stupidamente, le tracce di un probabile padrone, ma di lui neanche l'ombra. Mi sono fermata un attimo,a sgranchirmi un po’ le gambe,lungo la strada di questa periferia, senza case deserta e brulla. Pochi alberi sparsi, e questo povero e solitario palo a cui lo hanno egoisticamente imprigionato. Provo ad allontanarmi,ed il cane comincia a guaire,temendo che anch’io lo lasci lì,solo e legato a quel palo che lo condanna all’immobilità.Lo guardo,con più attenzione, sta male, mi appare smagrito. Gli tasto il collo cercando una targhetta un qualcosa che mi dica almeno il nome... niente! Un cagnone buono, una montagna di pelo e affetto senza un nome. Abbandonato e privato pure della sua identità.Sdegnata per tanta crudeltà, istintivamente lo slego e lo faccio salire in macchina. Si,lo so,me ne pe... (continua)
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La strega del paese. La gente mormora su tutto, mentre le persone di una certa età inventano storie o fatti, che guarda caso sono sempre accaduti quando loro erano bambini; non a caso è nato il detto che: i vecchi e i forestieri possono raccontare quel che vogliono; per il semplice fatto che nessuno può andare a verificare data l'incongruenza dell’età con le epoche. Tempo fa alle pendici di un piccolo monte esisteva un paese, che mostrava con vanto a tutti i forestieri la sua fattura artigianale; ponendo in evidenza il bianco uniforme delle mura levigate. Un lungo sentiero partendo dalla pianura e passando nel mezzo di un piccolo bosco collegava il paese al resto del mondo. Nel mezzo di questo piccolo bosco esisteva una casa mezza diroccata. Il suo aspetto a dir poco sinistro, metteva inquietudine a i vari passanti, che per la prima volta percorrevano il sentiero che conduceva al paese. La casa non era disabitata; ci viveva una vecchia Signora, che rimasta sola perché vedova e senza figli, non avendo ... (continua)
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La suora di Vigevano 30 Giugno 1976: data fatidica in quanto, il giorno seguente, avrebbe avuto inizio, con la prova scritta di italiano, il mio esame di maturità, e di conseguenza la libertà dall'oppressione scolastica giornaliera!
La data si rivelò fatidica anche per un altro motivo, unico nella storia della maturità. Una suora, preside di un istituto privato di Vigevano, si fece indurre in tentazione da un sedicente provveditore agli studi ed aprì il plico contenente i titoli dei temi, innescando una fuga di notizie che in fondo rappresentava il sogno di tutti gli studenti: conoscere in anticipo gli argomenti su cui vertevano i temi! La suora ebbe però una crisi di coscienza è rivelò l'inghippo. Quella sera, al telegiornale, si rincorsero le notizie più disparate: avrebbero rimandato la prova? Ci furono vorticosi giri di telefonate con i compagni di classe. Che facciamo? Che faranno? L'incertezza regnava sovrana. Qualcuno non fu possibile contattarlo perché i genitori, per preservare la sua t... (continua) ![]() ![]() ![]()
La Terremoto Era di una pinguedine esagerata. Stava seduta per delle ore su una sedia impagliata che scompariva del tutto sotto la sua mole. Faceva l’uncinetto e si godeva l’ombra di una pianta che stendeva i rami sull’ingresso del negozietto di alimentari.
Dopo il deserto della controra, la piazza cominciava a rianimarsi. Un’arietta asciutta rendeva gradevole il clima di quella bella giornata di luglio. Era la tipica situazione atmosferica che Giuseppe godeva in quel paese dell’Alta Irpinia. Suo padre, originario del posto, vi trascorreva i due mesi di vacanza con tutta la famiglia. Il ragazzo si avvicinò alla donna. – Avete del riso? – domandò con voce un po’ incerta. Nonostante la bonarietà casalinga, la bottegaia gli incuteva un po’ di timore. Aveva infatti due folte sopracciglia e lineamenti spigolosi. Lei distolse lo sguardo dal suo lavoro e squadrò il ragazzo con espressione vagamente inquisitoria. Giuseppe provò una sensazione di insicurezza. Sapeva che il ris... (continua) ![]() ![]() ![]()
La Tv a colori Quando a casa arrivò il primo televisore a colori era il 1978. Probabilmente furono molti a comprarne uno quell’anno.
Di colpo il vecchio televisore in bianco e nero appariva meschino e inutile di fronte alla fresca esuberanza del progresso dell’elettronica. Una volta acceso, il miracolo delle immagini colorate ci presentò una puntata della “Casa nella prateria”, praticamente il primo programma a colori che ho visto in assoluto. La trasmutazione dal bianco e nero al colore se non aveva reso più simpatico quel telefilm aveva di certo inebetito tutta la famiglia che, sorridente, guardava ipnotizzata il verde della prateria degli Ingalls. A scuola capitava spesso di raccontarci qualche episodio di quel telefilm, l’indomani avrei esordito dicendo che io lo avevo visto a colori, assicurandomi chiaramente di raccontarlo a chi possedeva ancora un apparecchio in bianco e nero. Ma nel 1978 non prendemmo la Tv a colori per indovinare la tinta dei calzoni dell’ex attore di Bonanza. Nel 19... (continua) ![]() ![]() ![]()
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