RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
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L'ultima offerta! Mi chiamo Raffaele. Il mio nome può non dirvi nulla; del resto è un nome come un altro: Luigi, Franco, Marco e altri ancora. Quasi certamente assomiglio un po' a tutti quei nomi con i quali non mi chiamo. Una vita normale, un lavoro, una famiglia, e qualche problema. Non sono certo questi ultimi che mi fanno incazz … pardon, innervosire. In fondo non sono il tipo che se la prende per la minima cosa. Sono sufficientemente tollerante, comprensivo, empatico e anche divertente. Così dicono i miei amici. Ultimamente, però, mi riesce difficile mantenere il controllo. Non ho nulla con qualcuno in particolare. A essere sinceri faccio anche fatica ad individuare esattamente con chi avercela. Mi spiego. Guardo la televisione, come molti del resto; e la pubblicità. Leggo il giornale, forse non come tanti. E la pubblicità. Ascolto anche la radio. E la pubblicità. Esco. In macchina oppure a piedi. E noto la pubblicità. Tutto abbastanza standard, direi. Il problema? Mettiamola così: quante ore e s... (continua)
gabriele marcon 16/09/2016 - 11:40 commenti 0 - Numero letture:1340
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
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01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'ultimo richiamo Insofferenza,qualche goccia di caffè bollente mi attraversa la gola e d'improvviso ribolle in me quel magma che s'era detto esser divenuto lava e invece brucia
brucia ancora. Sentirsi figli del mondo,pensai , comporta l'assenso nel trovarsi ad avere una madre un po'distratta verso i suoi figli,che mai s'azzarda a chiamar " propri". E'Sera. Tu,terra mia terra di madri,terra di padri terra di uomini senza una patria terra di morti viventi e di vivi,dormienti. Dove sei ora che ti cerco il mio spirito ti brama e tu sfuggente accresci in me la solitudine ed io ti vedo vivere nei fiori che timidamente,sbocciano ti vedo morire nelle foglie che cadono nell'ultimo sole che trafigge,spavaldo,le mie carni nell'urlo del cielo che si fa onnipotente e poi la calma e sboccia un fiore. Terra mia,ti chiamo tale e tu Tu perdonami se davanti a te io mi disgrego piano,lentamente e io ti perdono da quando di queste mie ceneri ne hai fatto il tuo nutrimento. e m'inchin... (continua) Ludovica Gabbiani 16/05/2017 - 15:19 commenti 2 - Numero letture:1279
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
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01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'UOMO CHE RINASCE OGNI GIORNO Dopo l’intensa ambiguità della notte, finalmente arriva il mattino. Eppure la notte può essere motivo di piacere, se la si vive guardando le stelle, lasciandosi incantare dalla luna, oppure in quei dormiveglia dove la realtà riesce a baciare il sogno.
La notte, a volte, può essere motivo di tormento, di angoscia, reminiscenza, a tratti, di paure ancestrali che vivono nell’animo in modo così forte e a volte violento, tanto da essere motivo di incubi da cui si vorrebbe fuggire. Allora il mattino solleva “languido il velo della notte” quasi a rappresentare con dolcezza la mano che lentamente apre un’imposta o solleva pian piano una tapparella, quasi da sembrare un dolce sbadiglio del giorno. Visione romantica che si apre all’osservatore, che rimane affascinato per le stupende tonalità d’azzurro, coperto a tratti da candide nuvole e intimidito per la loro immensità. La brezza del mattino offre un altro spettacolo: le nuvole corrono e lungo il percorso cambiano forma e dimensione tanto ... (continua) ALFONSO BORDONARO 19/09/2017 - 14:07 commenti 5 - Numero letture:1439
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01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'uomo e il progresso Notte silente, d'incanto un concerto di suoni nell'aria si sente e la musica delle sfere s'espande dolcemente.
Allora va il remoto ricordo di fanciulla d'un tempo quando incantata ammiravo lo spendor del firmamento, ma c'è qualcosa di strano lassù! Luna lucente perlacea e lontana sei del tuo regno la bianca sovrana, or nel tuo mondo sei triste anche tu scruti la terra e non sorridi più. Tu odi il pianto d'un bimbo mai nato non vedrà mai il tuo manto stellato! Echeggia nel cielo il cupo suono d'un rombo e grida di morte si sente d'intorno, or senti il grido d'aiuto del tuo sposo il mare e con sgomento vorresti gridare ; ho triste fato che incombe laggiù! Folli uomini fermatevi adesso voi che siete artefici del vostro progresso, non vedete che la natura il mondo intero per quello che voi chiamate progresso vi condurrà a un fatale decesso?
giuliana marinetti 20/11/2017 - 12:34 commenti 3 - Numero letture:1296
L'UOMO E LA BESTIA Volevo, quel giorno, fare una passeggiata per i campi. L'aria era gradevole e i primi giorni di aprile aprivano le porte alla primavera. Le viole emanavano un profumo che sarebbe stato impossibile non sentirsi rinascere... le margherite coloravano il prato e nei fossati le anatre selvatiche portavano a spasso i piccoli anatroccoli nell'acqua rimasta. Camminavo piano cercando di non lasciare passare nessuna di queste cose. Arrivato a un angolo di fosso, da lontano intravvidi un qualcosa di scuro ma non capivo cosa potesse essere. Mi avvicinai pensando fosse qualche cumulo di foglie secche portate dal vento e invece, con grande stupore, mi accorsi della presenza di un cane lupo.Accovacciato su se stesso, mi guardava con occhi di supplica e non sapevo se fidarmi e avvicinarmi o deviare il percorso. Poi, ancora con maggiore sorpresa e guardando attentamente, mi accorsi che il cane era una lei e che (non ci volevo credere)stava allattanto due gattini piccoli.Mi avvicinai piano e la accarezz... (continua)
antonio giraldo 19/01/2013 - 17:28 commenti 1 - Numero letture:1453
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