RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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16 Giugno 1944 - Seconda Parte Per un po' gironzolò nella sala, poi, non riuscendo a trovare la calma che avrebbe desiderato, andò in cucina a lavare i piatti.
Pochi minuti più tardi Soffio interruppe il suo daffare per reclamare l'apertura della porta della veranda e quando poco dopo rientrò fece il solito giro della cucina per controllare che la ciotola fosse ben vuota, quindi scodinzolando soddisfatto prese la via delle scale. Chiusa nuovamente la porta Fred salì di sopra e passando davanti la camera di Cristi si affacciò per sentire se avesse bisogno di qualcosa, ma lei già dormiva abbracciata a Soffio. Entrò in punta di piedi andando a sedersi in fondo al letto. Poi, quando capì che riposava tranquilla lasciò la stanza mormorando – Dio dalle tutta la forza di cui avrà bisogno Le prime ore di quella interminabile notte furono per lui le più difficili da trascorrere. Rimase disteso sul letto con gli occhi sbarrati sul soffitto tentando di contenere la valanga di sensazioni che lo turbavano. Mille volte riv... (continua) ![]() ![]() ![]()
16 Giugno 1944 - Terza Parte – Scusami! – Si affrettò a soggiungere lei – Non farci caso, perdo sempre l'occasione per stare zitta
– Perché vuoi saperlo? Lei scrollò il capo – L'ho chiesto senza pensare – Tu non fai mai nulla senza prima pensare. Perché t'interessa? – Curiosità. Sai bene che sono una ragazza molto stupida e molto curiosa – Curiosa si, ma non stupida. Quella domanda ha un preciso contenuto – Beh, io... – Tu cosa? – Non ne parliamo più, va bene? – Se vuoi, ma mi dispiace che si cominci proprio ora ad avere segreti – Ma cosa dici, dai smettila, non ci sono segreti tra noi – Ne sei certa? – Si, – Sussurrò lei annuendo – e tu non correre con la fantasia. È stata soltanto una domanda. Sai come sono fatta – Proprio per questa ragione vorrei che approfondissimo l'argomento – Hai ragione tu, è ora di andare a dormire. Possiamo riparlarne un'altra volta? – Sai cosa penso? – Lo so, stai pensando che sono davvero cambiata. E invece non è vero! Sono sempre il tuo pulcino – Allora perché ho ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Un canto di dolcezza infinita C'era una volta un giovane cacciatore che durante i suoi itinerari doveva attraversare un lago dal nome fantasioso, «Lago della ninfa dagli occhi ambrati».
La maggior parte delle volte il ragazzo preferiva non attraversarlo affatto, ma fermarsi a fare quattro chiacchiere con un gruppo di carbonai aiutandoli a trasportare i grossi carichi di legname. Un giorno però accadde qualcosa di eccezionale, era giunto sulle rive del Lago della Ninfa dagli occhi ambrati e dopo aver aiutato i carbonai si sedette per rinfrescarsi il volto con l’acqua, quand’ecco un’apparizione incredibile che lo fece sobbalzare. (Gli occhi ambrati sono spesso chiamati “occhi del lupo” perché ricordano il loro colore. Questo colore ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Le storie della sera – Nonno perché si raccontano le fiabe ai bambini?
– Perché raccontare favole rappresenta un momento di particolare intimità tra paperottole come te e vecchie persone come me che vogliono rimanere nei loro ricordi. – Tu non sei vecchio – Lo sono piccola, fisicamente sono vecchio, ma sono le persone come me che riescono a creare quello straordinario momento che acquista una grandissima importanza per tutti e due. Per me è l'occasione per fare due chiacchiere con il mio più grande amore… per te è il momento di gustare quella tranquillità che hai atteso per tutto il giorno e entrare in una galassia in cui principi, fate e streghe, gnomi e piccoli maghi, spalancano l'universo della fantasia… – E’ vero nonno, ma tu cosa ci guadagni a perdere il sonno con me? – Ah ah ah... sei esattamente come tua madre, cercate per prima cosa l'interesse… non è vero che ci perda del sonno… anzi mi rende felice e poi per me è un ritorno alle origini, al tempo della mia infanzia… – Non immaginavo fo... (continua) ![]() ![]() ![]()
Buon Natale papà Sono ormai molti giorni che nevica, la città si è tutta imbiancata.
Dalla finestra della mia stanza d'ospedale osservo gente che si muove, saluta. I bambini fanno più chiasso del solito, li osservo incantato domandandomi se anch'io ero così. Chissà, forse è lo spirito del Natale a confondere anche me e magari ti scrivo una lettera. E dire che più di una volta ho provato l'impulso di farlo senza tuttavia trovare mai una giustificazione che fosse in grado di battere il mio orgoglio. ![]() ![]() ![]()
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