RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
Dai nemici mi guardo io Dai nemici mi guardo io,
dagli amici mi guardi Dio
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Il cielo negli occhi Gli occhi azzurri di Vincenzina non li scorderò mai. Erano leggermene sporgenti ma questa caratteristica, invece di configurarsi come un difetto, conferiva al suo sguardo una sorta di sgranatura tipica di chi osserva il mondo con meraviglia e curiosità ed era bello a vedersi.
Aveva una corporatura piuttosto rotondetta, cosa di cui si rammaricava ma era parte del suo fascino di donna morbida e tenera, fatta non per le passerelle e le sfilate ma per far riposare gli occhi e il cuore. Quando Vincenzina con i suoi ventiquattro anni era da marito io avevo appena dieci anni ma capivo che Vincenzina, come donna, aveva le sue carte da giocare e mi meravigliavo moltissimo che nella sua famiglia ci si desse da fare per procurarle un marito. A mio avviso non aveva bisogno di mediazione e mi sentii offesa io per lei quando la sua madrina ( ah!!! le madrine, le comari per capirci, dovrebbero essere eliminate per legge) le presentò un sardo, di nome Armando, altissimo e dinoccolato, brutto ma..... (continua) ![]() ![]() ![]()
Patente d'amore: attentE ai segnali! Lina non si poteva dire bella ma avvenente sì; di corporatura minuta ed armonica, aveva un viso luminoso, roseo con il quale facevano bel contrasto i capelli neri e setosi. Gli occhi, scuri anch'essi, avevano una luce lievemente malinconica che suggeriva una predisposizione alla fragilità. Nonostante avesse appena diciassette anni Lina si curava molto; la pelle del viso sempre idratata, gli occhi sottolineati da una sottile riga di eyeliner, le ciglia infoltite e arcuate da mascara di ottima qualità, le unghie laccate con smalto trasparente, le gambe, le ascelle e le labbra rigorosamente depilate. La cura della sua persona era per lei un impegno e, contemporaneamente, un piacere quotidiano di cui non si privava mai.
Nella nostra classe, 2^ liceo classico, era molto ammirata sebbene ci fossero diverse ragazze più carine di lei, proprio perché la cura che aveva del suo aspetto fisico la rendeva, agli occhi dei maschi, più femminile ed attraente. Parecchi, sia della nostra classe che ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Due pagine di diario con bollino rosso. 21/3
La giornata non è cominciata bene.Non mi è piaciuta la mia immagine riflessa nello specchio, l'immagine di una donna di più di cinquanta anni (mal portati) alle prese con una pesante crisi matrimoniale. È come se mi fossi vista con gli occhi di Eraldo, mio marito, il cui sguardo inquisitore in un attimo mette a fuoco tutti i miei difetti e mi fa sentire a disagio. Mi sono allontanata dal bagno piuttosto nervosa e ne ha pagato le spese subito proprio lui. -Marta , hai riempito il flacone del sapone? Ieri mancava. E hai sostituito gli asciugamani?...Il mio accappatoio ormai è sciupato, dovresti comprarmene un altro.....mi piacciono quelli di spugna a nido d'ape.... -Che altro ordina sua maestà? .....ma non mi seccare....provvedi tu a te. Dopo tanti anni ancora non conosci il posto della biancheria e debbo fare io gli acquisti per te. È inconcepibile! Eraldo mi guarda stupito, non si aspettava tanto mal garbo. Confesso di aver provato un segreto compiacimento per la mia sco... (continua) ![]() ![]() ![]()
L'inquilino Ho letto le due poesie di A. Ricciardi sulla malattia di Parkinson e, pur avendole apprezzate, mi sono astenuta dal commentarle sentendomi, nella immediatezza della lettura, troppo coinvolta essendo io affetta da questa patologia da circa un decennio.
Dal momento che il signor Parkinson abita stabilmente dentro di me e non può essere sfrattato, io lo chiamo il mio inquilino e, come succede solitamente tra condòmini, i nostri rapporti oscillano tra tolleranza e litigiosità. Voglio dire che necessariamente mi sono dovuta adattare alla sua costante, fastidiosa (!) presenza ma ci sono momenti in cui lo trovo troppo invadente e allora scatta il risentimento, la ribellione, la voglia impossibile di riprendere pieno possesso del mio corpo e cacciare l'intruso che limita la mia libertà nonché la mia dignità. Ma sono momenti, come dicevo, poi prevale il buon senso e mi riconcilio con il mio inquilino perché nell'accettazione serena di ciò che non si può cambiare c'è l'unica possibilità per ... (continua) ![]() ![]() ![]()
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