Rosa e Gemmisi (James). Novella siciliana
(Tra parentesi è riportato dialogo in dialetto siciliano) A megghiu parola è chidda ca nun si dici - Chiariscimi questa domanda Gemmisi… ma questo tuo nome da dove lo hanno preso i tuoi genitori? Mi sembra così strano e non mi pare né siciliano e neanche americano. E allora quale è il mistero?
(Dimmi na cosa Gemmisi, ma stu nomi di unni u pigghiasti? È daccussì stranu ca nun mi pari né siciliannu e mancu americanu. Ed allura?) - Ascoltami… ti ci metti pure tu a fare ironia su questa scocciatura di nome? Non ne posso più di dare sempre le stesse risposte! Non è di certo colpa mia se m’hanno affibbiato. Tu lo sai che la mia famiglia, per un certo periodo emigrò in America, e dopo, al ritorno, quando sono nato io in Sicilia, mio padre se ne andò all’ufficio Anagrafe e svelarmi. Quell’impiegato del comune che a quei tempi era un tantino ignorante, quando sentì pronunziare il mio come “James”, nei registri, lo scrisse così come si pronunzia, da perfetto ignorante, ... (continua)
Vincenzo Scuderi 01/09/2017 - 08:55
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A caccia di Novità ovvero Alla mia eternamente Madre
(Brano tratto dal libro dello stesso autore, “Le storie fantastiche di tre fratellini: Amalia, Maria e Vincenzo”. Volume II. Youcanprint Self-Publishing. Novembre 2015,Pagg. 269) Il piccolo Vincenzo, quel pomeriggio, ritornò a casa stanco a casa, nella sua villa, ed era sudatissimo dopo avere giocato nelle strade, assieme ai suoi numerosi compagni con cui aveva formato la sua oramai consolidata “banda di mocciosi”.
Era così affaticato che volle buttarsi nel suo letto come un sacco di patate, facendo un tonfo così rumoroso da spaventare la mamma. - Vincenzo – disse lei! Che modi sono questi? Mi hai fatto preoccupare! Potevi farti del male. Stai più attento per favore.
- Scusa mamma! Non me ne ero neanche accorto. Ero distratto e stavo pensando ancora alla gara di corsa che avevo fatto con tre di quei compagni terribili e prepotenti. Sono stato bravo, anche se non ce l’ho fatta. Ho corso tanto che quando stavo per raggiungere il traguardo, all’improvviso, sono ca... (continua)
Vincenzo Scuderi 17/09/2017 - 09:10
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Per un semplice filo d’erba
Una bella mattina, la piccola Maria, in compagnia della sua inseparabile pupattola, la troviamo intenta a osservare, nell’aiuola della villetta di famiglia piccoli animaletti, formiche e insetti vari, che camminavano per terra e poi, altri minuscoli vermiciattoli che strisciano intenti nel loro gran da fare. A un tratto, fu affascinata da qualcosa per lei davvero strana e incredibile. Chiamò a gran voce suo fratello Vincenzo: - Vieni a vedere Vincè! C’è una bellissima sorpresa in mezzo al prato. Proprio su una pietra. Davvero! Non mento! Viene a costatare di persona! Seguimi e ti mostrerò ciò che ho visto. Non avrei mai immaginato che qualcosa del genere potesse nascere da un’arida pietra. Eppure è proprio vero! È la verità. È spuntato un filo verde. Non il solito che si vede tra i campi, tra le aiuole. Questo è speciale perché è di un colore intenso particolare. - Marì! Proprio adesso … che mi stavo concentrando a studiare? Quando mai sono stato preso dall... (continua)
Vincenzo Scuderi 21/09/2017 - 09:13
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La mia fidanzata Annettina, quella imbrogliona. A me zita Annettina … Chidda farfalluna
Brano in italiano e in dialetto siciliano) Dolce mia amata Annettina Dove sei andata in tutta fretta stamattina? Sei volata al mercato a fare delle strane spese, di quelle sconvolgenti ed eccitanti? Non è che per caso hai fatto altre cose un tantino provocanti! Perchè… uno strano uccellino canterino mi ha riferito… che ti hanno vista accompagnata a quel… mio cugino, Te lo ricorderai di certo chi è? Proprio quello che dicevi che più fico, prestante, al mondo non ce n’è, e che ti piaceva averlo come un vero re. E me, che credevo d’essere il tuo innamorato, mi hai lasciato da solo, come un minchione buggerato. L’ho capito adesso che ti piace comportarti come una farfalluzza, e perssonalmente, non mi va più, fare la parte di una rancida cocuzza. Ho l’impressione che questa mia che consideri testa grossa da zuccone, sia diventata oramai acida e rancida come la ricotta in un cestone Non mi va più di stare a te accompagnato. Mi senirei come un allocco o un... (continua)
Vincenzo Scuderi 12/11/2017 - 22:00
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Le pentole quando bollono si devono scoperchiare
Brano ironico in italiano e in dialetto siciliano C’era una volta un tizio, diciamo… un tipo assai normale, che poteva assomigliare a me, a te, proprio… tale e quale! Mise a bollire una pentola ad un certo momento, sopra la cucina a gas, a fuoco lento lento… La volle coprire per tutta sicurezza, poi s’allontanò pensando di fare una sua solita prodezza. Uscì fuori casa sua e si mise a sproloquiare, e tutti quelli che vedeva, comincia a criticare. Non solo espletava questo mestiere per suo conto, incessantemente, ma calpestava altrui i sentimenti senza badare che lo faceva apertamente. Quei poveri maltrattati che lo conoscevano abbastanza, sopportavano, facevano sempre e solo tanta pazienza Per l’amore della pace della tranquillità, tolleravano quell’essere infido a sazietà Eppure quello continuava imperterrito e più non so! Non pensando che la prudenza prima o poi si ferma dove può E come quella pentola che continuava su quel fuoco a sbollenta... (continua)
Vincenzo Scuderi 14/11/2017 - 22:02
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