La notte di luna cremisi della settimana appena andata, si trovaron a balzellarmi dalla fronte all'alluce goccioline di sudore incuranti del mio desiderio di sopire.
Coricato sul declivio del king size poi prono, ripenso alle parole di Cohen “E molte notti resistono senza luna, senza stelle”. Facile per te dirlo signor Leonard, che da otto anni dormi.
Il termostato incantato sopra i 30 gradi, forse dalla foto al muro di zio Arturo riflesso nello specchio.
Fogli avvoltolati, flessioni e addominali. Da supino cito Aveline “L’assenza lascia dietro di sé un lento oblio”, oh Claude… ho sonno.
A finestre aperte così che esca il caldo anomalo, riempio il letto a braccia e gambe larghe. Ed è allora che un piccione vien dentro e mi si ferma sulla testa, alè!
<Columba livia, specie abbastanza diffusa di columbide>
No, Alexa… ho detto alè non Alexa. E un piccione è solo un volatile che defeca senza contegno.
A tal punto rimane una sol cosa da fare, attender sul declivio del ki... (continua)
Forse
tra bianche lenzuola di mussola
o forse su un prato.
Consenziente?... Lo spero.
Al riparo, ci giuro, di occhi indiscreti
oppure, sull’arena del mare
di una sera d’estate.
Magari altrove:
dietro un cespuglio, un canneto, una barca.
Complice, forse, una festa, un bicchiere di vino.
Insieme per combinazione?
Il solito colpo di fulmine?
Fu per amore? Imprudenza?
Chissà…
Il fatto è, che altri han deciso per me.... (continua)
Marinella salì sulla gondola, incantata dalla bellezza di Venezia. Marco, il gondoliere, la guardava con occhi sinceri e un sorriso che illuminava il canale. Tra risate e chiacchiere, il tempo sembrava fermarsi. "Che ora è?", chiese Marinella. "È l'ora dell'amore", rispose Marco, con una scintilla nei suoi occhi. Il suono delle acque e il riflesso dei ponti li avvolgevano in un mondo senza tempo. Alla fine del giro, si accorsero che l’amore non si cercava: arrivava, come il vento che carezza le acque. Da quel giorno, non si separarono mai più.
Carmine De Masi... (continua)
Non so parlare, allora arrotolo in versi le parole che mi scappano dalla testa, prima che io riesca a pettinarle.
Come fanno tutti ad appendere l'impermeabile bagnato senza che una goccia di pioggia cada sui loro pavimenti lucidi e freddi?
Non so disegnare, quindi imbratto fogli che mi comprendono mentre trasformo le immagini in idee immobili.
Come fanno tutti a sorridere sempre a senso unico, senza che l'Unico abbia un senso?
Non so scrivere, ma dal mio animo nascono geroglifici per tutti noi, consapevoli analfabeti sentimentali.... (continua)
In quale angolo oscuro dell'inferno mi hai nascosto?
Con quale chiave si può aprire questo meandro freddo e buio?
Non vedo nulla...nessun barlume di luce...nessun alito di vento tiepido....
solo freddo oscurità e solitudine...
e paura...tanta insolita paura....
(continua)