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Nel ricordo di Agnese

Nel Ricordo di Agnese
La madre di Agnese non si era mai dimostrata affettuosa, nonostante fosse la sua unica figlia. Il padre, al contrario, la adorava, ma le sue lunghe assenze per motivi di lavoro, che lo portavano anche all’estero, lo rendevano poco presente a casa. In cerca di affetto al di fuori della sua famiglia, Agnese si rivolse alle amiche, ma queste non potevano certo colmare la mancanza di amore che provava da parte di sua madre, una persona fondamentalmente egoista.
L'unico consiglio che la madre le dava riguardava le relazioni: raccomandava ad Agnese di non restare incinta e di usare la pillola anticoncezionale. Se un giorno si fosse trovata in una simile situazione, la madre non avrebbe offerto alcun aiuto e non era affatto interessata a fare la nonna. Fino a quel momento, tuttavia, i ragazzi non la interessavano: Agnese si dedicava totalmente allo studio e si sentiva soddisfatta dei suoi risultati, che erano eccellenti in ogni materia. Gli insegnanti, entusiasti dei suoi progressi, non mancavano di farne menzione durante i colloqui con i genitori, ma la signora Eva considerava il successo scolastico una mera responsabilità di Agnese, negandole ogni merito.
Alcuni docenti, scuotendo la testa, la vedevano come una donna fredda, incapace di provare sentimenti, e si chiedevano come fosse possibile che una persona del genere fosse diventata madre. Qualcosa di più sulla sua personalità si poteva spiegare tramite la nonna materna, Cinzia, molto diversa da Eva.
Quando Eva era solo una ragazzina di 15 anni, rimase incinta di Agnese ma non desiderava tenere il bambino, né tantomeno sposarsi. La sua unica volontà era abortire, ma il suo fidanzato, di dieci anni più grande, aspirava con gioia a una vita di famiglia. Così, lui e Cinzia convinsero Eva a portare avanti la gravidanza e a formare una famiglia. Inizialmente, le cose parvero andare bene; al momento del parto, Eva provò una breve emozione, ma durò solo pochi mesi.
Non desiderava prendersi cura della neonata; voleva continuare a divertirsi come prima, ma Cinzia la costrinse ad assumersi le sue responsabilità: "Hai una figlia e devi occupartene!" le ripeteva incessantemente. Eva si prese cura di Agnese per obbligo di sangue, non per vero amore. Il marito, rattristato da questa situazione, non voleva separarsi da lei né che Agnese crescesse in una famiglia disunita.
Col passare degli anni, Eva sembrava sempre più una matrigna che una madre. È triste constatare che a volte ci sono donne che non meritano il dono della maternità.



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Racconto scritto il 21/04/2026 - 13:18
Da Costanxs Nasi
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