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L'amica invidiosa

Nerina e Nadia erano amiche sin dall'infanzia, e con il passare del tempo il loro legame si era ulteriormente rafforzato. Condividevano successi scolastici, passioni e, tra queste, l'amore per il nuoto. Si erano iscritte insieme a un corso, ma mentre Nadia faceva fatica a imparare, Nerina sembrava a suo agio nell'acqua, muovendosi con grazia e fluidità, imitando perfettamente lo stile dell'istruttore, il quale si esprimeva con soddisfazione per i progressi di Nerina.
All'inizio, la competizione amichevole non dava adito a tensioni, ma col passare del tempo, Nadia cominciò a mostrare un comportamento diverso. Iniziò a sentirsi esclusa e non riusciva a concepire che la sua amica potesse eccellere più di lei. Nerina, ignara del cambiamento in Nadia, continuava a proporle nuove attività, l'ultima delle quali era un corso di ballo. Nadia accettò, ma solo per cogliere eventuali errori di Nerina, gioendo segretamente dei suoi fallimenti. Da quel momento, l'invidia iniziò a radicarsi nei suoi pensieri, influenzando la sua volontà di ostacolare Nerina in ogni modo possibile.
Il loro rapporto speciale stava svanendo e nessuno sembrava rendersene conto, se non per giustificare il comportamento di Nadia con la sua presunta crisi personale. Mentre Nerina prosperava, Nadia si trovava sempre più in difficoltà, alimentando il suo desiderio di sminuire l'amica. L'invidia, nascosta ma ben presente, si era insinuata nel loro legame come un parassita difficile da eliminare.
Quando Nerina si confidò con Nadia, esprimendo la sua difficoltà con l'ultima versione di latino del professor Gizzi, Nadia non poté trattenere un sorriso soddisfatto e rispose in modo sibillino: "Dai, non si può sempre essere bravi. Se prendi un voto basso, che importa?" Invece di offrire supporto, sottolineò che quella versione era solo una delle tante difficili e che era normale commettere errori. "Nessuno è infallibile," ripeteva con freddezza.
Nerina si sentì colpita da una delusione inaspettata. Le lacrime le bagnarono gli occhi, mentre al cuore si affacciava una profonda nostalgia per un'amicizia ormai sfumata. I suoi genitori iniziarono a preoccuparsi, notando quanto fosse malinconica e depressa. Quando le chiesero se stesse bene, lei negò, ma la sofferenza era evidente. Giorno dopo giorno, il suo viso diventava sempre più pallido e scarno, quasi come se il dolore avesse logorato la sua bellezza.
Il medico di famiglia, dopo averla visitata, confermò che fisicamente non c'era nulla di grave; era l'assenza di qualcosa o qualcuno a opprimerle l'anima. Suggerì allora di distrarla portandola al mare, con l’avvicinarsi dell’estate. La salsedine e il cambio di ambiente avrebbero potuto farle bene, poiché amava nuotare.
E così fu deciso. Al mare, Nerina riacquistò il suo colorito e ritrovò entusiasmo. Forse aveva compreso che anche le persone che amiamo possono cambiare, e che, a volte, è necessario lasciarle andare se l'invidia le avvelena. Alzando lo sguardo al cielo, notò un gabbiano che scendeva lentamente verso il mare, posandosi su un'onda. Si lasciò cullare dalla sensazione di libertà e non pensò più a Nadia.



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Racconto scritto il 02/06/2026 - 06:37
Da Costanxs Nasi
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