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La panchina arrugginita

Era lì, davanti a me, con l'aria di uno che volesse interrogarmi.
Ore 7:07 del mattino,me ne stavo seduta in una panchina della stazione, sola, infreddolita e anche un po' infastidita.
Una panchina color giallastra, ormai coperta quasi interamente di ruggine, la rendeva più particolare, più vissuta appunto scelsi proprio quella tra le tante altre.
Comoda, guardavo il via vai dei treni che lasciavano la scia della speranza, ascoltavo il mischiarsi dei rumori che creavano nuovi suoni, gente così disattenta che nemmeno si accorgeva della mia presenza; per fortuna, odio la gente che ti osserva svogliatamente.
Un mix di emozioni che quasi mi eccitavano.
Quel giorno, non era un giorno come tutti gli altri.
Un signore dinanzi a me mi guardava da circa 1 ora ininterrottamente quasi incuriosito.
Giacca, cravatta, scarpe lucide, capello luccicante e un grande Rolex al polso, un rappresentante, pensai.
Inizialmente un po' mi infastidiva ma per la prima volta qualcuno si era accorto di me.
Cominciai anche io a guardarlo dritto negli occhi, ormai ero troppo incuriosita e impaziente, voleva dirmi qualcosa.
Si decise finalmente.
Si mise dinanzi a me e con aria spavalda mi chiese cosa facevo da più di 2 ore lì sola a prendere freddo e avvicinandosi ancor di più con uno sguardo beffardo e con tono duro mi domandò:
"Signorina, quanti treni ha perso nella vita?"
Rimasi in silenzio;
Rimasi fredda, incredula come se in quell'istante un treno mi travolse.
Ritorno in me dopo qualche secondo e gli rispondo:
"Signore!" esclamai con un tono quasi rabbioso e affannato.
"Posso svelarle un segreto che in pochi sanno?"
Annuì con la testa.
"Il treno che passa una sola volta, lo sto guidando io, quindi se ora voglio starmene qui su questa panchina tutta la giornata avrò il diritto di farlo?"



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Opera scritta il 12/11/2014 - 13:15
Da E. M.
Letta n.1773 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Vi ringrazio infinitamente..

Emily Macci 13/11/2014 - 11:37

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Bellissimo racconto e grazie alla cura nel descrivere i particolari, sembrava quasi di vederti su quella panchina li da sola,mentre una distratta folla ti passava accanto senza accorgersi delle tue riflessioni interiori.
Molto bello e a sorpresa il finale, che lascia un senso di ottimismo e positività.
Bravissima EMILY.
A rilleggerti presto...

Giuseppe Aiello 12/11/2014 - 21:28

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Racconto scorrevole e interessante ,un finale tanto piaciuto,troppi ficcanaso,un saluto

genoveffa 2 frau 12/11/2014 - 20:29

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Essenziale nei contenuti, ma bello e significativo. Complimenti!

Salvatore Linguanti 12/11/2014 - 20:05

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IL tuo racconto è significativo: i personaggi sono descritti nella loro matrice esistenziale. Molto bello il finale. Brava!
Ignazio

I. Aedo 12/11/2014 - 19:48

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