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Il fantasma

Non trascino catene,non indosso lenzuola,
Io sono esattamente come ero
il giorno della mia morte.
Come non ricordarselo.
Fu il presentimento quel giorno,
un cattivo presagio a farmi andar
via dal lavoro,corsi a casa
aprii piano la porta,Lei avvinghiata
al corpo di un altro.
Smarrito..deluso.una finestra..un salto
poi il buio.
Avverti' poco dolore,fu un attimo,il buio
si coloro',apparvero anime,le conoscevo
mi sorridevano,venivano incontro
accarezzandomi,ed io provavo una bella
sensazione,ero leggero come una piuma.
Poi d'improvviso il vuoto.
Eccomi qua,sospeso tra quello che ero
e quello che vorrei.Ora sono un fantasma.
Mio malgrado,vi osservo viventi.
Quante ansie,quanti inganni,popolano
il vostro mondo,che era anche il mio.
A volte vorrei averle le catene,per
trascinarle,fare rumore e interrompere
crudelta',ma non posso.
Erro senza pace,alla ricerca di anime.
Cerco il varco per oltrepassare i vostri
inganni e riposare.
La vita vissuta mi ha deluso,questa
sospesa mi inganna,cerco conforto.
Forse potrei decidere di venire
a trovare te.Per parlare.
Ti va l'idea?



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Opera scritta il 19/07/2015 - 17:21
Da Anton Reiken
Letta n.1472 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


Maria Angela ha ragione spesso volere è potere.Molto riflessiva ancorché minacciosa...

luciano rosario capaldo 20/07/2015 - 16:42

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Sconforto ma voglia di ricominciare a sperare......Ps: quello che si vuole veramente, di solito si trova. Molto sentita davvero, carissimo Anton. Forza

MARIA ANGELA CAROSIA 20/07/2015 - 14:58

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