Gemmava la campagna
udendo orchestre di cicale
nascoste in trincee antiche
incuranti dei pianti nascosti,
festeggiano della pioggia
il clima di odore uggioso
che cavalca il vento
ristorando le mura cocenti.
Luci di tranquillità abbracciano
i lampioni affaticati
ed alta come un re
una linea rossa squarcia
quella realtà dove la memoria
della tempesta s'acquieta.
udendo orchestre di cicale
nascoste in trincee antiche
incuranti dei pianti nascosti,
festeggiano della pioggia
il clima di odore uggioso
che cavalca il vento
ristorando le mura cocenti.
Luci di tranquillità abbracciano
i lampioni affaticati
ed alta come un re
una linea rossa squarcia
quella realtà dove la memoria
della tempesta s'acquieta.
Dall'alto un ragno nero
incombe, e con i suoi fili
incatena la calma.

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Commenti
Un'apparente tranquillità, descritta abilmente in versi che si leggono tutti d'un fiato. Molto belle le immagini descrittive che fanno da cornice all'intera opera. La chiusa rende il finale simile ad un thriller mozzafiato, con quel ragno che si prepara a tessere la sua tela, nell'attesa che la preda, prima o poi, ci finisca dentro!


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Salvatore in effetti una calma effimera ben verseggiata. Piaciuta la chiusa aforistica e distaccata ma solo apparentemente.


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Bella immagine in fine poesia.Complimenti


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Un quadro d'autore mio caro, sei un'artista riesco a vedere i tuoi versi... Ciao e complimenti






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Un quadro d'autore mio caro, sei un'artista riesco a vedere i tuoi versi... Ciao e complimenti






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