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Il gelso bianco

Dammi la mano ti prego
portami via
dalle annose esequie
di questo disinteresse
di questo orrore
di questa desolazione
di questi sguardi inquisitori
dalle malcelate accuse
di quel dito puntato contro
che m'accartoccia ferito
su me stesso


aprimi al mondo
ramificato in un'aulica chioma
come un gelso bianco
di sovrumane virtù
e sradicami
da questa terra bruciata
terra dimenticata
dall'insolenza delle genti


fammi rinascere
trepidante
come un'alba leggendaria
come zucchero colato
dai grappoli delle tue mani
e abbi cura di me
della mia persona
dei mie errori passati
delle mie aspirazioni future
in questo sprezzante martirio
senza senso dei giorni


Antonio Tanelli




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Opera scritta il 28/08/2016 - 20:18
Da Antonio Tanelli
Letta n.1338 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Un sentito grazie a tutti quanti...

Antonio Tanelli 29/08/2016 - 17:52

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MI è PIACIUTA MOLTO 5*

POETA DELL'AMORE LUPO DELL'AMI 29/08/2016 - 12:39

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Bellissima metafora e l'ultimo verso, 5* buona giornata!

Chiara B. 29/08/2016 - 10:43

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UN RIFLESSIVO... QUANTO ESPRESSIVO VERSEGGIO NEL BUSSARE RINASCITA PER UN VIVER SENZA PIU' SINISTRI: "un alba leggendaria"...
SERENA SETTIMANA ANTONIO.
*****

Rocco Michele LETTINI 29/08/2016 - 08:13

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bellissima
nel contenuto e nella forma
che dire? un vero Poeta...

laisa azzurra 29/08/2016 - 08:02

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Splendida metafora del rifiorire di chiome, richiesta accorata di una nuova rinascita! *****

ANNA BAGLIONI 28/08/2016 - 21:19

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