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Bagliori

Taci. Non senti il vento
che spira sui mobili salati?
Ed ogni porta azzurrina aperta non è forse
un mistero
profondo come il tuo silenzio?
Non dormire sdraiato
sul sedile posteriore della tua auto grigia metallizzata.
Quante lacrime salse.
Quante le poesie taciute:
tatuate sulla candida schiena
della notte silenziosa.
E le cyberparole, e i vomiti convulsi
e demoniaci, e la tacita realtà bidimensionale
rannicchiata fra due mondi profondi come l'Oceano.
Taci. Non senti il vento
che soffia sulle pareti di legno di questa cattedrale scura?
La testa del cerino è accesa, fiammante.
Bruciano le pareti, la mobilia, i quadri,
le sedie di carta, i cavi elettrici,
le tazzine bioniche da caffè.
Poi rossi albori.


(Bagliore)


Si erge il gigante che sono sempre stato.




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Opera scritta il 06/01/2017 - 01:35
Da Antonio Rossi
Letta n.1363 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Intenso quanto sentito decanto firmato con maestria.
Lieta serata, Antonio.
*****

Rocco Michele LETTINI 06/01/2017 - 19:47

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Un bagliore intenso per spazzare via tutto ciò che non serve...che non ha nessun valore, con forza vibrante hai fatto vibrare anche il cielo ed ecco il bagliore! Bellissima!

margherita pisano 06/01/2017 - 19:39

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molto bella 5*

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 06/01/2017 - 17:03

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Bellissima.....

laisa azzurra 06/01/2017 - 14:19

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C'è un vento che bisognerebbe ascoltare foriero di grande verità che un giorno saprà resettare questo mondo sgangherato che ha smarrito l'orizzonte ed il senso dell'esistere. Versi intensi e di alta fattura.

Francesco Scolaro 06/01/2017 - 12:07

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