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Di mattina.

È di mattina
che mi sento affogare nei tuoi occhi cremosi, che
soli, di notte ho sognato
e come lanterne, soffusi,
mi hanno avvicinato alla luce
perché sanno che del buio
ho paura.
È di mattina che tremo e di freddo
mi copro perché la mia coperta non c'è più.
È di mattina che muoio perché di sera,
dove soli siamo scossi dal sonno
violento e dalle paure tremende,
non ti chiederei di amarmi lo stesso.
È alla luce pallida di quello
che chiamano sole che mi manchi.



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Opera scritta il 28/07/2017 - 00:13
Da Giulia Cacopardo
Letta n.1266 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


E capita di leggere, tra l'assonnato e il malinconico per la musica di "Virgin Radio" alle orecchie... e mi imbatto in una poesia come questa. Un mattino profondo, dolce e tenero, quasi malinconico... quando scopri "che la coperta non c'è più" E' un bellissimo crescendo la tua poesia, e la chiusa e semplicemente stupenda..

Francesco Gentile 28/07/2017 - 23:28

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