Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

Un buon finale rispe...
L'umana impotenza...
Urla del silenzio...
Finalmente Tu...
Oltre le maschere...
Capezzoli confusi...
Sentinella...
Incomprensione...
Elisir d'aconito...
Un mantello per la p...
La salvezza ha un so...
Dedica al passato...
Prendersi cura dei p...
Accanto a te...
In fumo...
Papaveri infuocati...
Senza fare rumore...
Lo specchio nero...
Eterno amore...
La pallida luna...
Tempo in clessidra...
Innamoramento come s...
Era d'inverno...
Ad un soldato disper...
Presentimento...
Ombre di luce...
Gli archi della sera...
La finestra chiusa a...
Caricano nuvole...
Festa delle donne?...
Mimosa...
Il 7 ottobre 2023......
A tal proposito (imp...
Post-meridiem...
Dolce Poema...
Immensi spazi...
Non solo mimose...
Le virgole i punti e...
Luci soffuse...
Accento...
Labbra narcotizzate...
Lento migrar dei sec...
Luna fonte di pas...
Riflessi di luce...
Farfalla magica...
Fiamma gemella...
Il dolore...
Nel segno del peccat...
Il sogno di un volto...
La moglie è l'amante...
Pane quotidiano...
Haiku B...
Gentili...
L’aurora si sveglia...
La casa dei ricor...
È leggiadro...
La fata... verde nel...
Poesia...
Gerusalemme...
Lampi di Vita...
Qualcosa ci sfiora...
Sogni del passat...
A Daniele...
L'amore non si studi...
Come in un film...
Panni d'inchiostro...
Morte acerba...
Noi eravamo andati o...
Il pianto degli uliv...
L’architetto di cene...
Di questa quiete...
Sirene...
Del colore della mal...
Haiku A...
In tuo ricordo...
Giulia...
Ghirigoro...
Il Divano...
Nota stonata...
Sbuffo...
In terra d'Alpago...
Sguardo nello sguard...
Quel semaforo...
Bacio bianco...
Il mio Angelo ha la ...
Nonsense...
Titanic...
Undici giorni in apr...
Dio è qui...
Roseto 2...
Aurora Che Deflagra...
Mea culpa...
Pensieri che cammina...
Apparteniamo allo ...
Il pozzo...
Bischerata...
Dietro la neve atten...
Niente è oltre l'a...
Sarajevo...
Nel cuore della nott...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it lecasedeipoeti.blogspot.com

Isidra

Isidra il solitario, ormai era questo dall’adolescenza. Il sui compagni il vecchio bastone di legno e una speranza mai rivelata.
La scogliera di Maipus lo attendeva come tutti i giorni, rifrangendo con rabbia i flutti per schiumare i lembi di terra prigionieri delle radici dei pini rimasti.
Ogni passo sulle rocce scoscese era l’occasione per un saluto alla natura e una maledizione all’umanità.
Le rondini evitavano di giocargli intorno, lo scortavano verso la sua meta come un corpo di guardia ad una parata.
Finalmente il picco roccioso dinanzi, finalmente la nicchia dove riposare, finalmente solo il rumore del mare a coprirne ogni altro.
Anche Isidra era vissuto nell’illusoria gioventù, dando sfogo ai sogni ed alle follie, ma il tarlo dell’età adulta lo aveva fatto preda di sé molto prima degli altri, rendendolo un uomo-bambino. I giochi con gli amici erano inappropriati alla sua mente, gli scherzi, le burle, offensive. Le compagnie inadatte e sempre più schive. Isidra era il diverso del villaggio.
Dapprima gli adulti lo stimavano per il suo modo posato di affrontare la vita, poi, col tempo anche loro lo isolarono fino a detestarlo.
Isidra sapeva che quello doveva essere il suo destino e non ne soffriva, dentro di se gli esseri umani non occupavano un posto di favore, anzi, erano solo il contorno della natura in evoluzione.
Distese le gambe tra gli aghi dei pini fino a sentirne le bucature. Un piccolo dolore per risvegliare il piacere della vita. Il chiurlo si fece sentire tra una risacca e l’altra, la mente lo seguì nella fossa della meditazione.
Gli spazi vorticarono spalancandosi alla luce profonda tra schegge di buio, i suoni esplosero nel silenzio atavico, il sapore del mare era ora sapore del tutto nel niente assoluto.


Così giunse sera, quando le rondini lo salutarono con un lieve sbatter di ali e la risacca si fece oleosa lungo gli anfratti.
Anche oggi era stato un gradino verso il domani e così sarebbe stato ancora, mentre l’umanità avrebbe cercato un nuovo appiglio per giustificare a se stessa la ricerca del nuovo, Isidra, avrebbe fatto tesoro delle emozioni abbandonate dagli altri.
Si alzò incamminandosi tra gli anfratti di roccia, salutato dall’amico pietrisco, coccolato dai raggi di luna, disturbato dal suono di un Boing, in volo, mancante del rispetto che solo le rondini hanno.




Share |


Opera scritta il 05/01/2018 - 18:22
Da paolo signorini
Letta n.1283 volte.
Voto:
su 0 votanti


Commenti

Nessun commento è presente



Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?