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Mucche

Solenni
in un prato da pur tiepido autunno
già quasi stremato,
perplesse
osservate fluire la vita
infinita corrente a voi insensata.
Luce radente di inizio del giorno
rileva le masse
austere e rocciose
del corpo immutato scavato scolpito
uguale al se stesso
di un eterno passato.
E capisco i pittori
eternamente stregati, Fattori
nei campi riflessi di mediterraneo
Segantini forgiato nel ghiaccio
del monte, che duro lo vinse.
Anche tu, Vincent, dolore acuto
di genio scheletrito
forse, mute placide amiche
di giorni soli acuminati,
le amasti.



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Opera scritta il 17/10/2013 - 16:35
Da Irene Fiume
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