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E TU NON C\'ERI

Son passati anni o forse giorni, non so a volte il tempo inganna. Ti ho cercata perché avrei voluto dirti come stai e, nel riudirti, non lo nego, avrei avuto un tuffo al cuore. La casa, i figli, le incombenze dei giorni, sempre tante, ci fanno divenire automi senza capacità di pensare se non alla contingenza del momento. Però, così facendo, il sorriso delle cose liete svanisce senza rimedio e povertà d'animo si fa nuovo aggiunto, agli altri fardelli già accatastati. Ritengo che i motivi del tuo silenzio siano gli stessi dei miei e non altro, che ti fa tacere. Ed eccoli in fila tutti i giorni vissuti nella incoscienza dei verdi anni. Ti rivedo leggiadra come fiaba ottocentesca intessere orditi di sogni sotto l'Eucalipto, dinnanzi casa. Voli di uccelli, calabroni, zanzare, non ti infastidivano poiché neanche te ne accorgevi. Era solo il sogno che modellava la bizzarra smorfia del tuo volto.
Ho perduto il conto di quanti anni siano passati ma, non è svanita la tua immagine nel crepuscolo di maggio. Fra poco, ancora sarà maggio e, per questo, ti ho chiamata perché volevo invitarti nella mia nuova casa, per tornare a godere, come nella casa avita, la magia del fiorire delle rose.
Ci perderemo nel bianco splendore di Rosa " Laevigata" e Rosa "Pierre De Ronsard" sarà il nostro peccato boccheggiante di lussuriosa, indescrivibile abbondanza, mentre, "Bourbon Queen" mostrerà, altri paradisi nelle anse delle sue pieghe. E poi la superba Rosa "Alister Stella Gray", ci farà da corona al nostro passaggio con gli addossati, splendenti, piccoli raggi di sole. E, l'imbarazzante sfacciata Rosa " La Sevillana", di faville ci riempirà gli occhi. Mentre le candide rose,"Banksiae var. Banksiase" e "Purezza" ghirlande poste ad illuminare l'amico pozzo che, tante volte, nella brulla estate, le ristora, ci inviteranno a riposare all'ombra della ridente sfarzosa parata che ci circonda.
Che dici, ci lascerà la vita, un breve pulviscolo di tempo, per rivivere, insieme le emozioni, le sensazioni, la bellezza e l'incanto, facendoci tornare ad essere, come allora, fautrici dei medesimi intenti? Oggi tu non vi eri, pertanto, ho preso carta e penna e, tornando all'antico metodo in cui, vergando i sentimenti, essi si fanno espliciti e profondi, permettendo di scrivere con un costrutto diverso dal parlato. La tua assenza è divenuto motivo per fare ritornare le parole, (poiché , nel proferirle oralmente diventano, inevitabilmente, aleatorie), nell'alveo di un fiume imperituro, lo scritto. Son certa che, quando sarà maggio, non un trillo di telefono ma dal campanello del cancello di casa giù nel viale dei cipressi, udirò, l'amata voce che annuncia, il tuo ritorno.



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Opera scritta il 14/01/2014 - 11:39
Da EMMA DI GIROLAMO
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