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VECCHIA CASA

Tu che hai ospitato i miei Natali,
che tutti gli anni sembravano uguali,
tra le tue mura mi aggiro spaesato,
stanza dopo stanza rimango senza fiato.


La cameretta dove mi son erudito,
vi raccolgo polvere se passo un dito,
la sala da pranzo un tempo affollata,
solo con foto in primo piano arredata.


Il tavolo che d'ogni leccornia veniva imbandito,
con mezza tovaglia ora viene riempito,
il frigo che d'ogni bene era gremito,
oggi s' apre senza generar appetito.


Ah se indietro si potesse tornare,
Pasque e Natali poter riassaporare,
non sembrerebbero più tutti uguali,
ma preziosi attimi da rendere immortali.




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Opera scritta il 28/08/2022 - 08:37
Da Meneghino Stornello
Letta n.738 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Versi meravigliosi...Già se si potesse tornare indietro!!!!

Angela Randisi 30/08/2022 - 18:32

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Bellissima w il natale.

Zio Frank Storie del gufo 28/08/2022 - 17:55

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Tanta nostalgia si legge tra questi bei versi.

Maria Luisa Bandiera 28/08/2022 - 13:57

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Molto, molto bella

Mirko D. Mastro 28/08/2022 - 11:06

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Malinconia,e grazia nell'esprimerla!!

Anna Cenni 28/08/2022 - 10:56

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