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Francesco Vito Guglielmo

Concepito da genitori sfollati
dalle bombe degli alleati
dopo che a quelli dell’asse
con gli sbarchi li fecero fessi.


Rimasero di qua dello stretto
senza risorse e a cielo aperto
in compagnia dell’ultima stella
poi le doglie le corse la stalla.


La mangiatoia fu il primo lettino
quasi che fossi Gesù Bambino
invece di caio tizio o sempronio
mi hanno chiamato col trinomio:


Francesco in onore del nonno
per rispetto e per bisogno
appresi poi della scelta di Vito
tra le righe di un foglio ingiallito


di Guglielmo mi è parso palese
essere stato un gesto cortese
per l’intelletto e le sue passioni
mi volle chiamare come Marconi.




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Opera scritta il 21/04/2023 - 18:07
Da Francesco Scolaro
Letta n.763 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Bellissima!!!
Mi ha fatto sorridere la tua nascita, pardon la tua poesia!
E Guglielmo sia! Complimenti

Margherita Pisano 24/04/2023 - 18:01

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Trovo simpatica la tua poesia- complimenti. Buona Domenica!

mare blu 23/04/2023 - 10:15

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Francesco, ma è bellissima la poesia e soprattutto l'aver condiviso con noi un pezzo di storia della tua vita e di molti di noi.

santa scardino 22/04/2023 - 14:58

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Come un cammeo sulla tua vita...Vito!!

Anna Cenni 22/04/2023 - 12:59

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