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L'albero del tempo

Inclini al malvezzo abituale,
attori e comprimari
primeggiano nella ferale commedia
in questa controversa società.


Può bastare emulare gli scribi
custodire la legge di Dio
e rinnegare poi
i suoi insegnamenti?


Che senso ha
cibare la ferinità col siero dell’amore
e poi sopprimere la serpe
col tallone dell’ipocrisia?


Per chi è sfiorato
dal soffio della musa
ed intenerito dalla querula del mare,
per chi
rimanendo indietro
si è proiettato oltre il futuro,
per chi
fiuta la tempesta
e ne dipinge i contorni,


non gli resta
che raccogliere, dai rami
del prosperoso albero del tempo,
i singulti più teneri e sinceri
e di notte consacrarli alla luna.




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Opera scritta il 23/02/2025 - 10:23
Da Francesco Scolaro
Letta n.361 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


FRANCESCO....Mi auguro che l'albero del tempo ci doni ancora frutti non avvelenati e rigeneri in noi l'amore perduto. Mi piacerebbe un nuovo Paradiso quello per cui ho sempre pregato. Bellissima poesia. Ciao

mirella narducci 25/02/2025 - 23:08

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Grandi verità espresse poeticamente.

Maria Luisa Bandiera 23/02/2025 - 17:12

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Quale atroce verità in questi versi, con una chiusa mirabile!

Paolo Ciraolo 23/02/2025 - 16:56

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Trovo un senso di triste verità in ogni singolo verso. Sei bravissimo. Stupenda la chiusa. Yn abbraccio

santa scardino 23/02/2025 - 16:16

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