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La malattia

Vai ragazzo… vai
con la tua “malattia”
dei giorni belli, quelli
che son piaciuti a me.


Saziati se vuoi
di follie in abbondanza
mantieni la distanza
dal senno fin che puoi.


Ma quando il crin canuto
adorna ormai di rado
il capo tuo invecchiato
e quando il passo è lento
perché ti manca il fiato


guarisci dal “malanno”
ricabla il tuo cervello
ripensa a quelle cose
e ricorda che le spine
son figlie delle rose.




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Opera scritta il 26/05/2025 - 10:14
Da Francesco Scolaro
Letta n.411 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


E chi non tornerebbe volentieri ai periodi belli quelli della nostra gioventù? ma poi la consapevolezza che il tempo trascorre si trascina con se la cosiddetta malattia nel presente e cosi ci palesiamo per quelli che siamo con la nostra età: la data di nascita, nome e cognome e una firma distintiva, la sola che ci identifica senza ombra di dubbio con la nostra carta d'identità. oh si rivediamoci con la nostra malattia ma sani senza capelli canuti e altro ancora.
Molto piaciuta grazie della condivisione

Francesco Curro 27/05/2025 - 17:41

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Versi su cui riflettere...piaciuta. Ciao Francesco

Anna Rossi 27/05/2025 - 02:43

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Mi son piaciuti molto gli ultimi due versi.

Maria Luisa Bandiera 26/05/2025 - 16:53

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È importante affidarsi a chi si prende a cuore ciò che abbiamo, cercando di comprenderne la cura, anche quando è poco conosciuta o del tutto ignota. Molto profonda davvero, come sempre.

MARIA ANGELA CAROSIA 26/05/2025 - 14:42

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