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LILLO E LA BANDA DEI GATTI

LILLO E LA BANDA DEI GATTI



Una storiella breve e diversa, incerta sul suo gradimento, ma che ho piacere di raccontare. Le strane passeggiate del cane di nome Lillo, Beagle vivace e super attivo malgrado gli anni, con la sua umana. In competizione con i suoi simili, indifferente invece agli incontri con i gatti del quartiere, che incuriositi e con fare rispettoso si sono, giorno dopo giorno, avvicinati sempre più, al punto da formare, in ogni passeggiata, un piccolo corteo. Avrete certo capito che Lillo è il mio cane, che l’umana sono io e le descrizioni di queste uscite con lui e la piccola corte di gattini sono assolutamente vere.



Tutti i giorni l’anziano Beagle usciva per una delle sue passeggiate al guinzaglio con la sua umana. Era un rituale quotidiano a cui Lillo non rinunciava di certo. Avrebbe preferito correre come un fulmine attraverso prati e boschi, ma si accontentava. La sua indole irrequieta lo portava ad agitarsi nella fase della discesa, dal sesto piano al pianterreno e quindi in strada e da lì iniziava la sua esplorazione olfattiva, col suo straordinario tartufo a terra in cerca di odori o di chissà cosa. Aveva già undici anni e le parti del mantello color marrone iniziavano ad essere scoloriti e la sua linea prima snella, ora era più massiccia e pesante, ma non era diminuita di certo la sua energia indomita. A volte camminava tranquillo, con la codina a pizzo in su, altre volte strattonava e iniziava a tirare per inseguire un odore pervenuto alle sue suscettibili narici. Non si poteva certo dire che fosse un cagnolino poco affettuoso o fedele, ma era sicuramente un despota, un sovrano cresciuto nella convinzione di essere l’assoluto, un vero leader canino. Convinzione che era stata purtroppo poco contrastata dai proprietari che, vista la poca conoscenza di educazione canina, si erano lasciati ammaliare dall’aspetto tenero e giocoso della creatura, quando era un cucciolo.
Fra le numerose stramberie di Lillo, una era quella di detestare gli altri cani e la sola presenza in strada di uno di loro, scatenava un pandemonio di abbai e tirature del guinzaglio. Facevano eccezione gli incontri con Bianca, anziana cagnolina, buonissima e dolce, col mantello naturalmente color panna, attenta e vigile sentinella del quartiere che ormai l’aveva adottata e accettata. Lillo sembrava non vederla.
La sua umana, che poi non era più tanto giovane, per evitare di disturbare il quartiere , oltre ad una infinità di complicanze , cercava di scendere in orari in cui la strada poteva essere meno praticata dagli altri cani, randagi e non, della zona.
Ma per strada ecco gli incontri con i gatti. Dai nascondigli più impensati comparivano silenziosi, con le faccine triangolari e i grandi occhi fosforescenti, guardinghe e spaventate, ora da sotto una macchina posteggiata, ora da uno dei tanti cespugli incolti, adiacenti ai marciapiedi. Uno dei primi, coraggioso per essersi fatto avanti fu Tigrino, nome inventato dall’umana, un cucciolo grigio a strisce, con la coda tagliata nella punta. Si avvicinava e poi, spaventato fuggiva. Successivamente andò via, forse in cerca di avventure. Tuttavia la donna aveva notato, già in quella circostanza, una certa tranquillità di Lillo nel passare davanti al musetto del gatto senza particolare agitazione, anzi ignorandolo proprio.
Episodio abbastanza strano e decisivo fu quando comparì quasi dal nulla un piccolo gattino anche esso grigio, unico sopravvissuto di una intera famiglia, il quale, ammirando il cane tricolore e convinto di trovarsi al cospetto di una divinità, pensò bene di avvicinarsi sempre più, affascinato dalla maestosità di Lillo, che invece, non lo considerò nemmeno. Che strano! Grigetto, così fu battezzato il micio, ebbe una ricompensa di croccantini dalla donna, mossa a pietà anche dalla sua magrezza e da come guardava affascinato il cane. Si giunse al punto che in tutte le passeggiate nel quartiere, Grigetto si affiancava al dispettoso Beagle, che in questo caso sembrava un agnellino.
Che dire quando si aggiunse anche un altro sparuto micetto nero, magro e affamato, anche esso ben presto rifocillato. Divenne in poco tempo meno spaventato e più grande, pur mantenendo una figuretta snella e agile. Sembrava una piccola pantera, col manto morbido color nero e con splendenti occhi verdi. Il suo nome fu inevitabilmente Nerino. Sbucava fuori dai cespugli con un balzo, desideroso di coccole di giochi, e con mosse e strane acrobazie, invitava Lillo a partecipare, ma naturalmente egli rimaneva indifferente a questi inviti e a queste presenze feline agili e silenziose. Seguivano, tagliavano la strada all’umana che rischiava brutte cadute, si intrufolavano tra il guinzaglio e le gambe. Ma il piccolo corteo procedeva come una piccola processione finché l’umana, temendo il peggio, si scocciava e allontanava i micetti.
Ma ecco ritornare Tigrino, reduce delle sue avventure e poi Nerone e Biancone, grossi gatti maschi dominanti in litigio perenne per il territorio e per la supremazia su una povera micia sempre incinta: Mamma Micia. Una vera banda di gatti, che tuttavia hanno imparato a non aver paura della presenza di Lillo, che ammirano e di non aver paura di quella umana da cui derivano coccole, cibo e qualche carezza.
Non so se è chiaro che l’umana di cui si parla sono io, da sempre emotivamente vicina al mondo animale. Tante sono le scene buffe in cui mi trovo spettatrice che a volte mi tirano su il morale e malgrado il freddo o la stanchezza o il troppo caldo, e altre situazioni di ogni giorno, cammino insieme a queste creature innocenti, anche io strana creatura con la mente piena di fantasie e nel percorso tra le strade del quartiere, immagino personaggi, storie vere o immaginarie. Mentre nel cielo, in cui brillano ancora vivide alcune stelle e la luna, il buio inizia a schiarire per annunciare una nuova alba , io sono lì a condividere le piccole emozioni degli animaletti silenziosi e misteriosi, il loro piccolo mondo, le loro piccole gocce di vita.




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Racconto scritto il 11/02/2019 - 08:51
Da Patrizia Lo Bue
Letta n.69 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Grazie Giacomo, leggerò con piacere i tuoi

Patrizia Lo Bue 11/02/2019 - 11:47

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Piaciuto, sia per l'abilità narrativa che per il contenuto. Ho scritto parecchio sui cani, mi pare che un racconto sia anche qui su OS...Il mio amore per Luna. Il cane è l'animale che amo in misura maggiore, anche se i miei amici di più lunga data sono gli animali marini. ma con quelli c'è poco feeling, col cane c'è amore e fedeltà. Con il gatto molto meno, ma è lui che vuole quella sua regale indipendenza.

Giacomo C. Collins 11/02/2019 - 10:46

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