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Un delitti efferato

Camminava sempre a testa bassa, trascinandosi dietro i suoi due bambini. La femminuccia era così piccola, che aveva il ciuccio in bocca. Il maschietto aveva all'incirca sei anni e camminava tenendisi attaccato al passeggino della sorellina.
La guardavo passare ogni mattina, bella e malinconica.
Non era del mio paese... dall'accento sembrava essere siciliana. Il marito era un artigiano di buona famiglia e molto apprezzato per il suo lavoro.
Sembrava tutto all'insegna della normalità... eppure... qualcosa non quadrava.
Amelia, coi pochi soldi che le dava il marito, cercava di risparmiare sulla spesa, poi, raggranellare 20, 30 mila lire, correva in Posta e le depositava su un libretto di risparmio.
Voleva portare i suoi bambini in Sicilia, per farli conoscere ai genitori, che erano poveri e non avevano la possibilità di affrontare un viaggio. I bambini erano timorosi e Giulio, il grandicello, camminava sempre attaccato ad un lembo della gonna della madre.
Lei era bella, di quella bellezza mediterranea , che colpisce il cuore. I capelli, nerissimi, erano legati a coda, sulla nuca. Gli occhi scuri e profondi, erano sempre inquieti.e guardavano furtivi intorno, come se qualcuno la potesse spiare. Il corpo era statuario, costretto in lunghe gonne fuori moda ed in casacche che nascondevano la rotondità dei fianchi. Quando sorrideva, sfoggiava dei denti bianchi e perfetti. Insomma... era un incanto....
Spinta dalla simpatia, un giorno, mentre passava da sotto casa mia, la salutai ed attaccai bottone.
Lei non aveva neanche un'amica e parlare con me, le fece molto piacere.
Aveva solo 26 anni, era lontana dalla sua gente ed aveva un marito gelosissimo, che non le consentiva la minima confidenza con nessuno.
Però io ero una persona a cui lei avrebbe potuto chiedere consiglio,, se ne avesse avuto bisogno. Le dissi che poteva contarci!
Passarono i giorni ed Amelia diventava sempre più malinconica ed irrequieta. Le chiesi cosa stesse succedendo e mi confidò che suo marito pensava che lei lo tradisse... Ma con chi, se usciva da casa solo per fare la spesa?
I litigi erano frequenti e molto spesso la picchiava selvaggiamente. Negli occhi inquieti, si leggeva la paura, spesso balbettava e le mani le tremavano.
-Cosa succede Amelia ?A me lo puoi dire, e se potessi aiutarti, lo farei volentieri.
-No , grazie... non succede nulla... Vorrei solamente andare via, andare in Sicilia, da mia madre, con i miei figli...
Non ce la faccio più a sopportare l'ingiusta gelosia di mio marito. Mi accusa di tradirlo e non mi dà tregua. Mi picchia con ferocia ed io ho tanta paura di quegli occhi di brace.... Mi brucia il cuore...
Un urlo disperato le uscì dal petto e finalmente le lacrime sgorgarono dai suoi occhi.
-Ma Amelia, sei in pericolo?
- No, no.. Se lo assecondo si calma.. Devo solo fare ciò che dice. ..
Ma Amelia continuo'a dimagrire... Nel suo sguardo si leggeva il terrore ed io ebbi veramente paura che potesse succedere l'irreparabile. Anche i bambini erano impauriti e si guardavano attorno , come per cercare un posto in cui nascondersi. Ormai pensavo seriamente che quell'uomo così violento, potesse fare del male ad Amelia ed ai bambini.
Abitavano in periferia, in una bella villetta di nuova costruzione, ma se qualcuno avesse urlato in quella casa, sicuramente nessuno avrebbe udito.
Quella ragazza mi era entrata nel cuore e tremavo per lei.
Una mattina Amelia non passò dalla mia strada e non passò neanche il giorno successivo. Presi il coraggio a due mani e composi il numero dei Carabinieri e li misi al corrente delle mie paure. Quando sfondarono la porta, si trovarono di fronte ad uno spettacolo raccapricciante:Amelia era stesa sul pavimento in un lago di sangue, con il coltello ancora infilzato nel petto... L'assassino aveva inferto molte coltellate a quel povero corpo, la piccola, sul seggiolone, piangeva disperata e il maschietto aveva gli occhi stralunati... Non piangeva più... Guardava incredulo la sua mamma, che lo fissava con gli occhi vitrei e che non lo poteva proteggere più dall'ira del padre...
Il padre stava in un angolo, con la testa fra le mani... e farfugliava frasi sconnesse. :
- Voleva andarsene... Ho trovato il libretto... Non se ne andrà più... Lei è mia!
Povera Amelia... Lei , una contadina povera, aveva creduto di aver trovato l'amore ed il benessere in quel bel giovane, così distinto e gentile,.. aveva trovato la morte, una morte atroce, per un sogno che non avrebbe mai potuto realizzare.
Adesso riposa nella sua Sicilia ed i figli hanno trovato conforto presso i parenti della madre.
Potranno mai dimenticare lo scempio di quel corpo? Potranno mai dimenticare le urla disperate, il sangue e la ferocia ? NO!
E lui? A lui hanno riconosciuto l'infermita' mentale ed è stato condannato a 14 anni di carcere.
14 anni per una vita spezzata, per una famiglia distrutta e per due bambini , che non dimenticheranno mai l'orrore di ciò che i loro occhi innocenti, hanno visto !



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Racconto scritto il 27/11/2019 - 20:51
Da Teresa Peluso
Letta n.53 volte.
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Commenti


Mare blu devo deluderti, il ravvonto di riferisce ad un fatto di cronaca effettivamente accaduto. Nella realtà l'arma del delitto era un paio di forbici da sarta. Grazie per il tuo commento. Ringrazio anche Mirko ed Antonio.

Teresa Peluso 30/11/2019 - 18:31

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Mostra una realtà tagica purtroppo spesso presente nelle notizie di cronaca. Penso il tuo racconto non sia vero ma infiamma l'animo contro queste brutalità.
Cari saluti

mare blu 30/11/2019 - 17:52

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Bella storia seppure struggente bellissimo il racconto .

Antonio Girardi 28/11/2019 - 13:29

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Malinconico, tragico e purtroppo così vero... ogni giorno fatti analoghi sotto gli occhi. Sotto quella finestra...

Mirko (MastroPoeta) 28/11/2019 - 08:12

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