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L'ITALIA DEI FURBETTI

E’ inutile girarci attorno: dobbiamo tornare a risparmiare se vogliamo sopravvivere, le anime belle dovrebbero recepirlo.
Prima di tutto l’illuminazione pubblica delle città andrebbe dimezzata, con la chiusura delle attività dopo la mezzanotte (non possiamo più permetterci sprechi di energia).
Andrebbero informati i cittadini sull’utilizzo dei principali elettrodomestici nel periodo notturno e dell’utilizzo dell’acqua, campagna che non costa nulla.
Si dovrebbero abolire i prodotti alimentari d’importazione, e incoraggiare i consumi di prodotti nazionali, incentivare l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici.
Lo Stato dovrebbe farsi carico di dare un lavoro dignitoso a tutti i giovani che vanno in giro nullafacenti, snellendo le procedure burocratiche delle assunzioni, rendendo obbligatorio per tutti il servizio civile per un congruo periodo di diversi mesi, in modo da dare loro l’opportunità di rendersi utili sul territorio nella manutenzione del verde e alla società nell’assistenza a chi non può permettersi una badante, con un lavoro umile ma di grande rilevanza morale, invece di perdersi a “chattare” h. 24 col telefonino.
I giovani d’oggi (oltre a non capire – uno su due - ciò che leggono) hanno perso il senso della realtà (per dirla in gergo, non sono connessi), non imparano niente dalla vita e sfogano le loro frustrazioni nella violenza di gruppo.
Le alternative all’attuale difficile situazione non sono rosee: ridotti come siamo, senza energia e senza soldi, molti italioti sperano ancora nello “stellone”, ma stavolta pare che la guerra in corso alle porte dell’Italia durerà a lungo (ricordate la guerra dei trent’anni di storica memoria dal 1618 al 1648 tra l’Impero Asburgico, la Spagna e lo Stato Pontificio?) perché i contendenti non hanno nessuna volontà di dialogare, per cui sarà una guerra di logoramento estenuante e senza prospettive.
Il prossimo inverno, senza gas e con poca energia a disposizione saranno “pianto e stridore di denti ….” e dentiere (per il freddo), ma nessuno se ne preoccupa più di tanto…. Le cicale stanno bene col caldo dell’estate, al mare e in giro per il mondo. Tanto, chi se ne frega, i “furbetti” la faranno sempre franca e gli altri si arrangeranno come possono!



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Racconto scritto il 25/06/2022 - 20:59
Da Domenico De Marenghi
Letta n.741 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


E lo ridico...mala tempora currunt!!

Anna Cenni 26/06/2022 - 22:22

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Futuro incerto non l'ho nego
Comunque poi vedremo .

Zio Frank Storie del gufo 26/06/2022 - 17:51

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Sì condivido anch'io molti aspetti negativi della società sono stati trascurati e... Non ci resta che piangere

Jean C. G. 26/06/2022 - 07:50

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Condivido, è una situazione assai preoccupante e le prospettive sono tutt'altro che rosee... bravo, bella analisi!

Marina Assanti 25/06/2022 - 23:41

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Aspettiamolo insieme l'autunno

Apollinaire Anonimo 25/06/2022 - 22:25

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