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IL SOGNO

Le istruzioni sono:

Trai spunto da questo pensiero di Gabriel Garcia Marquez e scrivi un racconto breve di natura sentimentale, affettiva o altro: “ Non è vero che le persone smettono di inseguire i sogni perché invecchiano, diventano vecchi perché smettono di inseguire i sogni....”


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~



Non volendo invecchiare, realizzò i suoi sogni

Marta finalmente era riuscita ad andare in pensione dopo quarantadue anni di lavoro. Aveva fatto l’impiegata comunale per tutto quel tempo, mentre il suo sogno sarebbe stato quello di fare la psicologa. Le vicende della vita ed un concorso vinto l’avevano fermata in quegli uffici. Ora si sentiva non solo più libera, ma come liberata da una gabbia troppo stretta. Così poté dedicarsi con più tempo e spirito rilassato alle sue attività preferite: fare escursioni in montagna, visitare belle città, andare alla ricerca di borghi antichi e…dipingere. Anni prima aveva smesso di esercitare quella splendida arte perché gli impegni lavorativi sommati agli altri le avevano come congelato l’ispirazione. Riprese, all’improvviso, con grande passione. Nel giro di pochi mesi, migliorò assai nella tecnica e i prodotti finiti ne trassero visibile giovamento. Nel suo entourage i suoi quadri piacevano molto, ne regalò ad amici e parenti che li esposero nelle loro case.
Una notte Marta non riusciva ad addormentarsi: in giornata era andata a Genova con le amiche per una mostra su Van Gogh ed era ancora eccitata per la brezza marina e per il vortice dei colori del grande pittore. Improvvisamente le vennero in mente alcune parole che, insieme, avevano un certo afflato. Scese e scrisse. Il mattino seguente lesse e capì: era una poesia, una bella poesia. Rimase piacevolmente sorpresa: non ne aveva mai scritte prima. Naturalmente ne vennero altre. Marta riprese a leggere le liriche dei Grandi Autori, anche contemporanei. Con la riflessione e l’esercizio, la sua inclinazione naturale, che prima non sapeva nemmeno di avere, veniva affinata, dando origine a testi via, via più validi. Marta era rimasta meravigliata nello scoprire di avere questo talento e svilupparlo aveva a che fare con qualcosa di profondo di se stessa: si trattava di realizzare una parte della propria personalità, quella artistica.
Decise allora di partecipare ad alcuni premi letterari. Per un anno non successe niente, poi, un giorno, ricordava bene quel 21 settembre 2017, le arrivarono quasi contemporaneamente tre mail da tre Premi diversi: per uno aveva ricevuto il Premio Speciale della Giuria, per un altro era risultata essere tra i dieci finalisti, per l’ultimo addirittura le era stato assegnato il Terzo Premio. Esultò insieme a suo marito che l’aveva sempre apprezzata ed incoraggiata.
Quella sera faticò a prendere sonno: un turbinio di belle emozioni la teneva sveglia. Marta era conscia di non esser diventata una novella Artemisia Gentileschi e nemmeno una Emily Dickinson, ma, sapeva che, quando dipingeva e quando scriveva, portava alla luce i tesori del suo cuore, esprimendoli in quadri e poesie di un certo valore.
Quando era molto giovane, Marta pensava alla cosiddetta terza età come ad un periodo triste e con una pessima qualità della vita, invece ora, che la stava vivendo, si rendeva conto che, anche in questa fase, potevano sbocciare nuovi sogni e in certi casi era possibile realizzarli; ed era quello che stava succedendo proprio a lei.
Mentre rifletteva sull’importanza di cercare sempre nuovi ideali, ad un cero punto le palpebre si fecero più pesanti, i suoi pensieri cominciarono a dissolversi in onde tenuamente colorate e dolcemente scivolò nel mondo dei sogni.



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Scrittura creativa scritta il 18/09/2020 - 16:05
Da Anna Maria Foglia
Letta n.160 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Il tutto risulta condito da un certo romanticismo in quanto non c'è niente di più romantico che amare l'arte nelle sue diverse forme e per di più per Marta ciò significa amare se stessa per via di fattori come equilibrio e autostima
Alla prossima e complimenti per il costrutto.

Giuseppe Scilipoti 25/10/2020 - 13:53

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Un esporre quindi finemente intenso, il lettore si sente di essere come una presenza invisibile alla scena, uno spettatore silenzioso, ecco, tra l'altro curioso di conoscere i risvolti e supportando Marta, in quando si crea quell'empatia/assertività, e con quel filo di invidia come a voler dire: --- Quanto vorrei anch'io... ---

Giuseppe Scilipoti 25/10/2020 - 13:53

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2) Il senso artistico del contenuto e il tempo dei verbi delle righe scritte. A tal proposito ci si abbandona facilmente ad essi al fine di assaporarne l’essenza. L'incipit potrebbe supporre decenni forse un po' grigi o addirittura incolori, ma l'agognata pensione comporta alla protagonista quel sentirsi finalmente realizzata, con quello sgravarsi da impegni e doveri di tipo lavorativi magari sentendosi più giovane di quando aveva vissuto i verdi anni.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 25/10/2020 - 13:52

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Ottima racconto che non può che ispirare e, naturalmente lasciarsi ispirare e andare alle cose belle. Due cose mi hanno colpito del componimento:
1) Si può dire che Marta è il tuo alter ego, ma senza fare necessariamente un parallelismo sull'età anagrafica o vita privata. Poesia & arte che si fondono in voi e sganciano quel senso di soddisfazione, anzi, di completezza.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 25/10/2020 - 13:51

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Un bel racconto in cui molti credo siano portati a riflettere e probabilmente, ad identificarsi, soprattutto nell'intento di inseguire i propri sogni nascosti. Sempre e comunque.

Afrodite T 21/09/2020 - 13:38

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Piace molto il tuo racconto, si presenta spontaneo e sincero, esemplifica in modo eccellente il pensero di Gabriel Garcia Marquez Cari saluti, Buona domenica

mare blu 19/09/2020 - 21:17

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Barbara, grazie del tuo commento

Anna Maria Foglia 19/09/2020 - 21:02

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Hai ragione Anna Maria!!! nel tuo racconto descrivi una rinascita proprio in una fase della vita così delicata come la pensione....e invece proprio per la maggiore tranquillità e il tempo disponibile possono riemergere "i tesori" nascosti di una vita intera!!
Molto condiviso e apprezzato! Brava

barbara tascone 19/09/2020 - 15:01

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Maria Luisa e Mirko vi ringrazio dei vostri approfonditi commenti. Mirko, sì è vero ci sono alcune note autobiografiche: per esempio la mia prima poesia è sgorgata proprio nel modo che ho descritto. Grazie ancora.

Anna Maria Foglia 19/09/2020 - 10:49

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Mi è piaciuto molto questo tuo racconto sotto vari punti di vista: emozionale, descrittivo, di scrittura. Non so dire perché (non conoscendoti di persona) ma mi ha trasmesso la sensazione di essere in un qualche modo autobiografico. Complimenti

Mirko D. Mastro(Poeta) 19/09/2020 - 09:34

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Molto difficile indovinare dove ci può condurre la vita, dopo la fine del lavoro al quale siamo abituati come routine giornaliera, ci si accorge che l'andare in pensione che veniva visto come una fine, è invece una libertà acquisita del proprio tempo dove si trovano molte alternative su strade mai percorse e alle quali con stupore ci ritroviamo connessi. Brava Anna Maria, un bel racconto. L'ho apprezzato molto.

Maria Luisa Bandiera 19/09/2020 - 08:48

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