RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Mi piace perché sei tu.


Mi piace quando senza accorgetene mi prendi per mano in mezzo alla folla. Mi piace. Mi piace quando inaspettatamente ti trovo fuori scuola ad aspettare che io esca. Mi piace. Mi piace quando, mentre siamo in compagnia di amici, mi guardi e mi dici silenziosamente: “Sei l'amore mio.” Mi piace, tanto. Mi piace quando mi chiedi di darti un bacio pur sapendo che sono arrabbiata a causa tua, e mi piace anche il fatto che tu riesca ad accorgerti quando è un bacio dato con sentimento e quando invece non lo è, quando lo è soltanto per farti star zitto perché sei insopportabile. Mi piace il fatto che mi porti ovunque, il fatto che sia io la tua priorità. Mi piace perché per la prima volta qualcuno sta riuscendo a ricucirmi le ferite soffiandoci sopra per far sì che non brucino. Mi piaci perché quello che c'è tra noi merita l'attesa cosicché ogni momento piccolo o grande che sia vada vissuto intensamente. Mi piaci perché grazie a te, ora, io sono felice, felice per davvero.... (continua)

Chiara Spada 13/05/2016 - 15:51
commenti 2 - Numero letture:1297

Voto:
su 2 votanti


MIA MADRE RACCONTA


Avevo cinque o sei anni e in quel pomeriggio invernale, oltre a far freddo, piovigginava. In quel tempo non si conosceva il termine "televisore" come apparecchio domestico erogatore di notizie audiovisive, che dal 1954, se non ricordo male, cominciò ad infiltrarsi e quindi a poco a poco a dilagare nelle case della gente con tutti i pro e i contro, che tutti conosciamo e che d'allora lo stesso produce.
Mia madre, come tutte le madri, per salvaguardare la mia salute non voleva che io uscissi da casa per andare a giocare fuori con altri miei compagni di strada, che mi attendevano fuori, avendo preso appuntamento, già concordato nelle ore antimeridiane di ricreazione a scuola.
Io insistevo, ma lei m'imponeva con autorevole grazia di ascoltare le sue parole. A mio malgrado ubbidii, tenuto conto che aveva veramente ragione: fuori, oltre a sporcarmi, avrei potuto giocare con i miei compagni solo al riparo, magari dentro qualche stalla o altro luogo poco accogliente e igienico, non... (continua)

Gino Ragusa Di Romano 08/11/2014 - 10:46
commenti 15 - Numero letture:1722

Voto:
su 19 votanti


Mia sorpresa, Mia vita.


Ti ho pensato così forte che mi si è fermato il respiro, ed ero felice si fosse fermato al pensiero di te , per poterti dare in qualche modo un po’ della mia essenza.
Però poi mi son ricordata di me e sono riuscita a riprendermi quel piccolo soffio che mi basta per scriverti adesso , sto ansimando , ho quasi il fiato corto.
La sofferenza mi rende meno bella ma sempre un po’ più viva.
Amo sentirmi così, alzare gli occhi al cielo e costruire tra le nuvole un’emozione che abbia il tuo sapore e la faccia dei miei nonni.
Ho sempre amato i miei nonni e promisi da bambina di non condividere con nessuno l’amore che dalla nascita sto per loro,costruendo.
Poi sei arrivata tu e d’improvviso tutte le parole i gesti le promesse le paure i rimpianti i difetti le notti insonni la paura del buio la paura di non essere abbastanza l’insofferenza per una realtà troppo lontana da me la voglia di sparire il timore di non riuscire la paura di ingrassare il tempo che scorre l’orologio che cammina il tre... (continua)

Ludovica Gabbiani 11/07/2017 - 23:05
commenti 1 - Numero letture:1286

Voto:
su 1 votanti


MICHELLE AMORE MIO


Opera non ancora approvata!

Domenico De Ferraro 09/03/2020 - 16:38
commenti 0 - Numero letture:320

Voto:
su 0 votanti


Miele


Staro: Luglio 1894,
La stringa si stava ormai slacciando del tutto, ma Luigia non voleva fermarsi, non ci teneva a essere lei quella che rallentava la marcia; l’Emilio era davanti e raramente si voltava indietro a controllare che lo seguissero, suo padre teneva bene il passo quando, la stringa finì sotto il piede e Luigia si ritrovò a terra, suo malgrado, dolorante, le si era sbucciato un ginocchio e il suo fazzolettino non bastava più a tamponare il sangue. Emilio l’accompagnò ad una sorgente che poco distava da lì, le pulì la ferita che risultò essere di lieve entità e strinse il suo fazzoletto, poi Luigia fermò il tutto tirando su la calza che anche se rotta bastava a contenere la spartana medicazione: “Te l’avevo detto di tornare indietro assieme alla mamma” le disse un po’ (ma solo un po’) accigliato suo padre. A questo punto si doveva tornare indietro, ma Luigia disse che no, non se ne parlava neanche di ritornare, lei avrebbe proseguito, tanto ormai poco mancava alla meta. E co... (continua)

Ivana Piazza 14/11/2015 - 14:40
commenti 0 - Numero letture:1372

Voto:
su 2 votanti





Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
commenti - Numero letture:

Voto:
su votanti


Momento d'amore


Stavo passeggiando in compagnia di giovani, ad un tratto vedo una ragazza che mi conosce e mi abbraccia. Io abbraccio lei. Come fossimo innamorati.

Ecco, io quel momento l'ho vissuto intensamente. Come se fosse l'ultimo.
Come se fosse un momento d'amore.
Perché lei
è nei sogni miei.... (continua)


Alberto Berrone 17/03/2024 - 13:30
commenti 0 - Numero letture:518

Voto:
su 0 votanti


Mondi speciali, effetti speciali!


Esistono mondi speciali con effetti speciali.
Sognati e, a volte, volutamente e fortissimamente reali. La vita, in quei mondi, è diversa.
Lavoro, donne, uomini, animali, case, cose, chiese e tutto il contorno è uguale. Ma sono le anime che vogliono vivere diversamente.
Pulsioni congelate da tempo nell'altro mondo, qui possono uscire dall'ombra; che si, è vero, ripara dal subdolo sole, ma castra la fantasia. La creatività. L'eruzione di parole slavate e sconnesse ma proclamate con irrituale euforia e gentile arroganza.
Fuori contesto. Fuori testo e di testa.
Ma dentro le viscere; i nervi; i capillari; le vene e le arterie.
Dentro il sangue che danza su melodie balcaniche di Bregovi (ana)c vigoria.
Esplosione cerebrale. Cervello accantonato, pensiero in pensione. Logica licenziata perché inutile.
Vite parallele, cuori in equilibrio precario; due amori, tre amori, infiniti Voglio.
Amore incondizionato, ma a condizione di poter amare: anche platonicamente! Con fusione ed effusione... (continua)

gabriele marcon 30/04/2016 - 18:57
commenti 2 - Numero letture:1323

Voto:
su 0 votanti


Monologo del Tempo


<<Credi sia possibile concepire un altro universo? Un'altra dimensione, dove il nostro amore assuma forme diverse? Dove il Tempo sia soltanto una crisalide, incapace di evolversi,
simulacro del nostro immutabile pensiero? No . . .
Se io fossi un demiurgo; se io avessi le mani tanto impregnate di sincera passione:modificherei le leggi della gravità, del Tempo, delle direzioni del vento.
Darei al cielo l'eterno colore dell'occaso, per ricordarci un punto di passaggio che non attraverseremo mai. Perché: sarebbe davvero l'amore, nuova gravità ricreata, a tenerci avvinti. Il Tempo: estensione del nostro spirito.
Da che punto la guardassimo, non varierebbe la costante delle nostre anime, luoghi d'incanto dove vivrebbero le leggi del nuovo magnetismo>>.... (continua)

Jonathan NonImporta 11/02/2016 - 13:26
commenti 1 - Numero letture:1270

Voto:
su 2 votanti


Mosca 1950


Tra un balzo e l’altro mi ritrovo in quel lontano 1950 a Mosca. Dipendevo da un maestro decoratore fiorentino, addetto a riparazioni all’università Lomonosov di Mosca.

Un giorno per puro caso conobbi una studentessa. Il suo nome era Geliya. Per alcune sere passeggiavamo, scambiando le nostre vedute. Lei parlava un po l'italiano, mentre io mi lasciavo capire gesticolando.

Non sapevo nulla di lei e nemmeno dove abitasse, sapevo solo che lei era studentessa.

Un pomeriggio Geliya mi attese davanti all’università. Io rimasi perplesso nel vederla indossare un’ uniforme della Stella Rossa. Mi attendeva in una macchina insieme ad un militare. Geliya mi fece segno di salire in macchina. Io con mezzo sorriso ironico non esitai.

Dopo circa cinque minuti di viaggio in auto arrivammo in un albergo. Lei congedò il milite ed io come cadere dalle le nuvole passai tutta la notte con lei.

La mattina dopo una macchina militare attese davanti all’albergo. Geliya tutta di corsa si vestì e c... (continua)


Salvatore Rastelli 22/09/2018 - 18:48
commenti 3 - Numero letture:1248

Voto:
su 0 votanti



[ Pag.1 ][ Pag.2 ][ Pag.3 ][ Pag.4 ][ Pag.5 ][ Pag.6 ][ Pag.7 ][ Pag.8 ][ Pag.9 ][ Pag.10 ][ Pag.11 ][ Pag.12 ][ Pag.13 ][ Pag.14 ][ Pag.15 ][ Pag.16 ][ Pag.17 ][ Pag.18 ][ Pag.19 ][ Pag.20 ][ Pag.21 ][ Pag.22 ][ Pag.23 ][ Pag.24 ][ Pag.25 ][ Pag.26 ][ Pag.27 ][ Pag.28 ][ Pag.29 ][ Pag.30 ][ Pag.31 ][ Pag.32 ][ Pag.33 ][ Pag.34 ][ Pag.35 ][ Pag.36 ][ Pag.37 ][ Pag.38 ][ Pag.39 ][ Pag.40 ][ Pag.41 ][ Pag.42 ][ Pag.43 ][ Pag.44 ][ Pag.45 ][ Pag.46 ][ Pag.47 ][ Pag.48 ][ Pag.49 ][ Pag.50 ][ Pag.51 ][ Pag.52 ][ Pag.53 ][ Pag.54][ Pag.55 ][ Pag.56 ][ Pag.57 ][ Pag.58 ][ Pag.59 ][ Pag.60 ][ Pag.61 ][ Pag.62 ][ Pag.63 ][ Pag.64 ][ Pag.65 ][ Pag.66 ][ Pag.67 ][ Pag.68 ][ Pag.69 ][ Pag.70 ][ Pag.71 ][ Pag.72 ][ Pag.73 ][ Pag.74 ][ Pag.75 ][ Pag.76 ][ Pag.77 ][ Pag.78 ][ Pag.79 ][ Pag.80 ][ Pag.81 ][ Pag.82 ][ Pag.83 ]

 
     


- oggiscrivo.it - Copyright 2009 - 2026 - Tutti i diritti sono riservati - Webmaster Mauro -